venerdì 13 maggio 2016

Recensione "La fine del Cerchio" di Beatrice Masini

Buongiorno Lettori!
Ho realizzato solo qualche mese fa che, prima di interrompere il blog, mi era rimasta questa recensione non pubblicata. Perciò... a voi!


Titolo: La fine del Cerchio
Autore: Beatrice Masini
Pagine: 155
Editore: Fanucci
Prezzo: 12.00 €
Serie: Autoconclusivo


Ho sempre sentito parlare bene di Beatrice Masini e avevo già adocchiato un suo libro. Poi lo scorso Natale un'amica mi ha regalato La fine del cerchio e l'ho letto con molta curiosità e aspettativa, ma devo ammettere che non sono rimasta pienamente soddisfatta. Cercherò di spiegarvi il perché anche se non è semplice.
La storia racconta di un futuro post-apocalittico in cui, dopo guerre e devastazioni di ogni genere, i pochi uomini sopravvissuti sono fuggiti su un altro pianeta. Dopo molti anni dall'accaduto svariati gruppi di bambini vengono inviati sulla Terra per ripopolarla: chi tra i resti di una città affacciata sul mare, chi in una villa settecentesca, chi nel cuore dell'Africa. Alla guida delle spedizioni vengono posti degli adulti chiamati Vecchi che hanno il compito di istruire i giovani sul mondo, sulla sopravvivenza. 
L'idea di fondo è molto originale e carica di significato. Tramite gli occhi dei bambini riscopriamo il nostro mondo e la nostra storia, impariamo ad apprezzare i piccoli gesti della quotidianità, l'importanza della collaborazione all'interno di un gruppo. E' come vivere una seconda primordialità avendo però memoria di una conoscenza e un'evoluzione passata.
Eppure la curiosità del lettore non viene soddisfatta appieno, molte domande come queste vengono lasciate senza risposta. Cos'è successo alla Terra? Quanti anni sono passati dalla fuga dell'umanità? Dove vivono adesso gli uomini e qual è il loro stile di vita?
Il motivo per cui secondo me questi problemi non sono affrontati è perché l'autrice voleva mettere in risalto qualcos'altro, concentrare l'attenzione su tutti i messaggi contenuti nella sua storia. E' una scelta condivisibile a apprezzabile, ma forse avrei preferito anche solo un piccolo accenno.
Un'altra cosa che mi ha lasciata a bocca asciutta sono i personaggi a cui non sono riuscita ad affezionarmi.
I bambini conservano l'ingenuità della tenera età, sono anche incuranti del pericolo, alcuni a volte riescono ad essere spensierati, ma perlopiù sono come dei piccoli adulti. Catapultati in un mondo a loro sconosciuto devono imparare a cavarsela da soli, a procurarsi il cibo e a fare attenzione agli animali feroci, brancolano in un presente dal futuro incerto senza potersi permettere di fare progetti a lungo termine.
I Vecchi sono figure interessanti, ma sviluppate solo in parte in quanto non li conosciamo veramente, non sappiamo il loro passato. Uno dei motivi che forse mi ha impedito di affezionarmi ai bambini è il comportamento freddo dei Vecchi nei loro confronti, previsto da un rigido regolamento.
Per quanto riguarda lo stile, invece, non ho nulla da ridire. La Masini è davvero un'abile narratrice in grado di incantare il lettore con la sua scrittura fluida, corretta e ricca di immagini suggestive.
Mi dispiace non poter dare un giudizio pienamente positivo a questo libro che ha molto da dire e da insegnare soprattutto ai più giovani, scritto in modo impeccabile, ma che, non so perché, non mi ha convinta fino in fondo. 

Siete fortunati, pensò, perché tutto è necessario e niente lo è, e tutto quello che arriva è un miracolo e una sorpresa di cui essere grati.


Qualcuno di voi l'ha letto? Che ne pensate?

Yvaine

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