martedì 9 giugno 2015

Recensione de "Il vecchio e il gatto. Una storia d'amore" di Nils Uddenberg

Buondì Folletti! ^^
Sono sparita per un po' dalla circolazione, ma ho avuto da fare con l'università e sono da poco tornata a casa per una breve visita.
Ma non vi preoccupate, cercherò di mantenere attivo Il Pozzo dei Sussurri anche durante la sessione estiva!
Dunque, oggi vi parlo di un libro che ho trovato delizioso e interessante. Curiosi?


Titolo: Il vecchio e il gatto. Una storia d'amore.
Autore: Nils Uddenberg
Pagine: 153
Editore: Corbaccio
Prezzo: 12.00 €




Il titolo di questo libro dice già tutto: Il vecchio e il gatto. Una storia d'amore. O quasi.
Non dice però che il gatto è in realtà una femmina, il cui nome è Micia. E non dice neanche che non è solo una storia d'amore.
La copertina e gli scaffali su cui è sistemato in libreria aiutano a creare l'inganno: le illustrazioni e il disegno e l'edizione simili ai libri di Sepulveda fanno credere che sia rivolto a un pubblico di giovanissimi lettori, ma vi assicuro che non è così
Il vecchio e il gatto infatti può essere considerato una sorta di piccolo saggio sul rapporto tra gli animali domestici, in questo caso specifico i gatti, e i padroni.
Molti sono gli spunti di riflessione: Nils Uddenberg si chiede cosa e soprattutto se pensa Micia, quali sono i suoi sentimenti e i suoi bisogni, se esiste un modo per interpretarli correttamente. 
L'autore scandaglia non solo i comportamenti dei felini, spesso giudicati freddi calcolatori, ma anche la loro fisionomia, dalla punta del musino fino alla coda. Proprio su quest'ultima fa un excursus molto interessante come anche sulla natura delle fusa:

"[...] le fusa richiedono una certa energia, il metabolismo accelera un po'. La natura non spreca energia in cose insignificanti, la selezione naturale serve a questo. Quindi le fusa devono avere una funzione."

Come dicevo, per lo stesso principio Uddenberg si chiede allora che scopo abbia la coda per i gatti. Noi esseri umani ce ne siamo sbarazzati molto tempo fa e la lince, uno dei parenti più prossimi del gatto, ne ha solo un piccolo moncone.

"Quindi perché i gatti ce l'hanno? Per esprimere i loro sentimenti? E chi è il destinatario, in tal caso?" 
Domande come queste sono frequenti, ma di rado trovano risposte con un certo valore scientifico.
Risultano essere una serie di dissertazioni, più o meno condivisibili, che traggono spunto dal quotidiano, ma che ovviamente non possono trovare riscontri nella realtà
Ciò non è però da considerarsi un male: Uddenberg basa le sue tesi sulle varie ipotesi che ha potuto sperimentare dalla sua convivenza con Micia e per questo non possono considerarsi del tutto errate. Ma, si sa, ogni gatto ha il suo carattere e ogni padrone può trarre conclusioni diverse a seconda delle proprie esperienze. Per fare un esempio più chiaro e pratico, l'autore ritiene che il rancore sia un sentimento estraneo a questi felini di piccola taglia perché quando gli è capitato inavvertitamente di pestare la coda a Micia lei sì, si è impaurita, ma non si è vendicata su di lui. Io posso giurarvi che la mia gatta me la fa pagare eccome, e anche per cose di poco conto. Chiedetelo alle mie braccia piene di morsi.
Tornando a noi, Il vecchio e il gatto è una lettura breve e piacevole, ricca di curiosità sul mondo animale, come il coleottero che vive nei formicai a discapito delle sue ospiti, ma anche di riferimenti letterari come Thomas Stearns Eliot, Doris Lessing, Jean Coccteau e Michael de Montaigne. 
Nils Uddenberg, per così dire, fa sfoggio della sua erudizione condividendola coi lettori in una forma e uno stile che mi ha ricordato Jeffrey Moussaieff Masson.
Sul web ho trovato giudizi non esattamente positivi che secondo me non rendono giustizia al libro. Credo che ciò sia causato dall'aspettativa che crea l'edizione. Io stessa mi aspettavo più una storia simile a Se una notte di inverno un gatto... di Denis O'Connor, ma basta togliersi dalla mente queste idee fuorvianti e mettersi l'anima in pace: Il vecchio e il gatto non è un romanzo. E' un connubio di curiosità, un resoconto di vita quotidiana sapientemente condito con riferimenti dotti e pensieri brillanti.
Lo consiglio non solo a chi come me ha un gatto per padrone, ma a tutti coloro che amano gli animali e che si interrogano spesso sul rapporto tra gli esseri umani e la natura.
Un'ultima cosa: regalatelo a ragazzini di 10-12 anni svegli, interessati e che vogliono imparare qualcosa di nuovo. 


Yvaine

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Ahahah sono contenta di averti fatto venire voglia di leggerlo :3
      Nel caso fammi sapere che te ne pare!

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  2. No guarda solo per il titolo meraviglioso vale la pena! E poi tanto meglio che si tratti di un libro a metà strada tra il curiosa e la dissertazione anche perché di romanzi a quattro zampe ce ne sono tantissimi un po' di originalità non guasta ;-)
    Bella recensione!

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    Risposte
    1. Grazie della visita Jerry! Sono felice che la recensione ti sia piaciuta, speravo che riuscisse a trasmettere le sensazioni che mi ha suscitato questa lettura.
      Come dicevo a Ilenia, se dovessi mai leggerlo, sarei felice di sapere la tua opinione! :)

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