martedì 26 febbraio 2013

Recensione "Lo Hobbit" di J.R.R. Tolkien


Buon pomeriggio Folletti e benvenuti al Pozzo per una nuova recensione! ^^
Sì, lo so, è un libro che ho finito da parecchio tempo, ma non ho mai trovato il momento giusto per parlarvene. E poi ciò che conta è riuscire a comunicarvi il mio parere, pazienza se lo faccio con un mesetto di ritardo! 
Anche se, ehm, devo ammettere che ho un libro che ho finito molto tempo prima, ma che non vi ho ancora recensito xD
Spero di riuscire a farlo presto e di recuperare tutte le recensioni (-2) che mi restano da scrivere! 

Lo Hobbit
 Titolo: Lo Hobbit.
Autore: J.R.R. Tolkien
Pagine: 410
Editore: Bompiani
Prezzo: 11,00 €

 Trama e commento



Quando ho ultimato la lettura di questo libro ho sentito il bisogno irreprensibile di procurarmi Il Signore degli Anelli e una copia de Il Silmarillion. Il che è abbastanza strano.
Infatti, come è risaputo – in realtà no, ma fingiamo che lo sappiate –, la sottoscritta ha sempre avuto una repulsione verso Tolkien.
Vuoi per una deficienza, per un tentativo di distaccarmi dal pensiero comune, o per il prologo prolisso de La compagnia dell’Anello, non sono mai riuscita a leggere nulla di questo autore.
Ma poi ho ricevuto una spintarella: molti amici stavano leggendo Lo Hobbit, sentivo parlarne da tutti, un po’ per il libro e un po’ per il film e allora al diavolo, l’ho letto anche io!
Che ne dite di andare a esaminare nel dettaglio cosa mi ha fatto cambiare idea?

La trama è come una macchina congegnata in modo tale da funzionare alla perfezione.
Bilbo ha cinquanta anni e, come è nella natura di tutti gli Hobbit, vuole continuare a vivere in pace la sua vita nel suo buco-hobbit , senza avventure perché troppo disdicevoli per quelli appartenenti alla sua razza. Eppure quando il mago Gandalf si presenta alla sua porta proponendogli di partecipare ad una grandiosa quanto impossibile avventura, il suo lato più temerario, ereditato dai parenti Buck, lo spinge ad accettare l’offerta. Si ritroverà così a esplorare terre fino a quel momento sconosciute agli hobbit, in compagnia di tredici nani diretti alla Montagna Solitaria per sconfiggere il drago che usurpò il loro regno, costringendoli alla fuga.

Innanzi tutto è da notare la semplicità di fondo della trama: il principe Thorin Scudodiquercia insieme a un pugno di nani vuole riappropriarsi del trono di Erebor, uccidendo una volta per tutte il drago Smaug.
Nessuna guerra titanica per la salvaguardia del mondo, solo una vendetta personale, la riconquista di un orgoglio logorato dalle fiamme e dalle fauci di una bestia assetata di oro e ricchezze.
La bravura di Tolkien è stata quella di condire con magistrale inventiva la storia di fondo con piccole avventure, riuscendo a rendere il tutto credibile e dando una spiegazione plausibile a tutto  – a parte i soliti enigmi tolkieniani che può risolvere solo il Silmarillion.
Ma l’abile penna del Professore ha saputo delineare con altrettanta maestria i profili dei personaggi e soprattutto delle varie razze che popolano la Terra di Mezzo. Tolkien si rivela un autore che evidenzia sia i pregi che i difetti delle proprie creature, caratteristica apprezzabile, poiché non appartiene a tutti gli scrittori, come invece dovrebbe essere.
Ho impiegato un po’ di tempo per abituarmi a Bilbo. Fino a quel momento l’avevo conosciuto solo tramite i film e non mi era troppo simpatico. Con la lettura de Lo Hobbit però mi sono ricreduta! A tratti geniale, altre volte ingenuo, mi ha stupito e conquistato. Probabilmente se mi fosse piaciuto fin da subito non avrei saputo apprezzarlo così tanto.
E poi Gandalf.. be’, il solo nome credo che sia piuttosto evocativo!
L’unica pecca che ho trovato è stato il poco approfondimento dei caratteri dei nani: di alcuni si intuisce facilmente l’indole, di altri si fatica un po’ a comprenderli e, alla fine del libro, non si può certo dire di averli conosciuti a fondo tutti e tredici.
Un’altra cosa che mi ha irritata, molto più di quest’ultima, è stato il ruolo da “Prezzemolo” di Gandalf U__U
Scompariva e poi riappariva giusto in tempo per risolvere la situazione. La prima volta pensi: “Wow, meno male che è arrivato!”; la seconda dici: “Caspita, appena in tempo!”, ma già alla terza non ti preoccupi nemmeno più, tanto cinque secondi prima che i personaggi perdano le speranze Gandalf apparirà inaspettatamente per salvarli u.u
Infine lo stile, molto più semplice di quello utilizzato ne Il Signore degli Anelli, ma comunque particolare rende la lettura scorrevole e priva di intralci; inoltre la lieve ironia in alcuni passaggi diverte e alleggerisce l’animo del lettore. Verso la fine del libro invece il tono sembra cambiare e assumere una nota più solenne, per poi ritornare, nell’epilogo, allo stile dell’inizio, chiudendo la storia proprio com’era cominciata, con una sorta di circolarità.

Consiglio quindi a chi non ha ancora letto il libro di farlo il più presto possibile e, per chi volesse avvicinarsi al mondo di Tolkien, lo consiglio come primo approccio, non solo perché vi si anticipa la storia che sarà poi raccontata ne Il Signore degli Anelli, ma anche per abituarsi al linguaggio dello scrittore.
Un libro così speciale non può che meritarsi la sufficienza con la lode.

Voto:


Yvaine

2 commenti:

  1. Bella recensione Yvaine, sono contenta che Tolkien sia riuscito a conquistarti, per parte mia lo amo alla follia!!!! Ti avverto però che il Silmarillion ha uno stile molto diverso dallo Hobbit che è fondamentalmente un romanzo per ragazzi, Il Silmarillion è molto più ostico e complesso ma l'universo creato da Tolkien è spiegato alla perfezione!!! Scusa mi sono dilungata ma è uno dei miei autori preferiti ;-)

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  2. Grazie Jerry, sono felice che ti sia piaciuta! :)
    E comunque non scusarti! Anche io spesso e volentieri mi dilungo, e poi mi piace leggere i vostri commenti, lunghi o brevi che siano, perché mi fanno sentire più vicina a voi ^w^
    Tolkien come vedi ha conquistato anche me eheh! Sì, mi sono fatta prestare una copia del Silmarillion da un amico e ho notato con i miei stessi occhi la differenza! Però credo che, per soddisfare la mia curiosità, sarei disposta a leggerlo, per quanto ostico sia =P

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