lunedì 26 novembre 2012

Recensione "La Stirpe di Agortos"


Buongiorno Folletti e grazie per essere giunti fin qui, al Pozzo, per venirmi a trovare! ^^
Come avrete potuto notare dal titolo, sono di nuovo qui a parlarvi di Agortos e della sua discendenza, dato che ho finito il libro nel weekend.
Prima di arrivare al mio commento però ci tengo a dire che da oggi comincia un periodo infernale per la sottoscritta, due lunghe settimane di verifiche e interrogazioni senza sosta.. insomma: una bufera sferzante che mi sbattachierà dal greco al latino, dall'inglese, alla matematica, dall'italiano alla chimica eccetera eccetera eccetera.
Se già prima non riuscivo, con mio grande rammarico, a preparare in tempo i post figuriamoci questa settimana! Ho comunque cercato di non farvi sentire la mia mancanza e di pubblicare almeno i post essenziali. ^^

Vi segnalo l'intervista che ho fatto all'autrice qualche tempo fa: Intervista Elisabeth Graveston "La Stirpe di Agortos"
E adesso...


 Titolo: La Stirpe di Agortos. Prima generazione.
Autore: Elisabeth Gravestone
Pagine: 192
Editore: Edizioni R.E.I.
Prezzo: 16,00 €
Serie: Quadrilogia

Trama

Airen ed Anika si sono separate da bambine, quando i loro genitori spedirono la figlia maggiore al castello. Da allora sono cambiate molte cose, ma soprattutto il rapporto tra le due sorelle è diventato così sottile da risultare inesistente: Airen, cresciuta al servizio di Siderin, il signore dei colli Atrùgeti, e costretta a subire i suoi soprusi, e Anika sostenuta dall'affetto materno e a contatto con la Natura, a cui suo padre aveva giurato che sia lui sia la sua discendenza avrebbero approfondito la conoscenza della natura nelle sue caratteristiche magiche e misteriose.
Sarà la sciagura ad avvicinarle di nuovo e a far riscoprire ad Airen l'eredità che suo padre ha lasciato anche a lei, grazie all'aiuto di Anika.
Le figlie di Agortos incontreranno spettacolari creature, vivranno esperienze che sveleranno il loro destino in precedenza designato, il quale si intreccerà con quello di un giovane ragazzo. Tutti e tre si troveranno a dover combattere per liberarsi dai propri aguzzini e dall'ignoranza comune, per poter finalmente percorrere la strada che si spiana davanti ai loro occhi.

 «Il destino del mondo è nelle nostre mani, s'intreccia con esso e ne dipende. Questo è il più grande mistero che l'uomo abbia mai ignorato.» (Agortos)



 Commento


La stirpe di Agortos è un libro breve ma intenso, di cui attraggono sia la copertina sia la trama.
La cover parla da sé: delicata, elegante e magica, bella. Quindi passiamo alla storia e ai personaggi.
Il perno centrale su cui si basa la trama è la natura, vista come un'entità maggiore dalla saggezza e dalla magnificenza grandiose, ma che tuttavia restano nascoste nell'ombra (un po' come diceva Eraclito, insomma) il cui culto verrà a scontrarsi con la religione comune dell'Egucron e il potere temporale.
E attorno ad essa ruotano Agortos, Anika e Airen. Se devo essere sincera, mi stupisce che un uomo intelligente come Agortos non abbia tenuto in conto il volere delle proprie figlie, imporre un destino non solo a loro, ma a tutta la discendenza che verrà generata da quel momento in poi. Per carità, non lo biasimo perché credo che entrare a contatto con la natura sia qualcosa di stupendo, però questo lo rende al tempo stesso un umano che, pur avendo perseguito nobili obiettivi, ha commesso comunque qualche errore o qualche mancanza. Proprio per questi motivi, però, è un personaggio ammirevole e che si guadagna la stima del lettore grazie a questa sua umanità.
Il libro si apre con i brevi ritratti dei personaggi principali. La prima di cui si parla è Anika, la secondogenita, ma che segue fin da subito le orme del padre: pacata, intelligente e risoluta che darà prova di grande coraggio nel guardare a testa alta a chi la ingiuria e nel sostenere le proprie idee senza ripensamenti, neppure se messa alle strette. Un personaggio da cui imparare che è sbagliato conformare i nostri pensieri a quelli degli altri solo per convenienza.
Subito dopo fa la sua comparsa Airen, la quale, un po' per natura un po' perché cresciuta fuori dal contesto familiare, è più scettica riguardo agli studi intrapresi dal padre. Per ognuno di noi è più facile identificarsi in lei, una ragazza impulsiva, realista e concreta, che ha difficoltà ad accettare cose di cui non comprende l'origine né riesce a concepirle, che pur di salvare se stessa e coloro che ama è pronta anche a dichiarare il falso. Anche se a volte questo suscita disapprovazione non si può fare altro che darle ragione almeno in parte. Provate a chiedervi cosa fareste voi in circostanze simili e vedrete che non sempre la risposta che ci viene più immediata corrisponde anche a quella più nobile.
E infine c'è Donamis, anche lui un personaggio che mi ha dato da pensare. Non è il solito principe azzurro, anzi: scapolo un po' libertino, incapace di sostenere un combattimento e per giunta arrendevole, si troverà ben presto nei guai quando suo zio Siderin deciderà di sbarazzarsi di lui una volta per tutte. Insomma: è tutto il contrario di quel che dovrebbe essere. Per lui mi sono posta le stesse domande che ho rivolto ad Airen: è giusto? Ma chi sono io per giudicare?
In fondo, pensandoci meglio a lettura ultimata, Donamis ha tentato/fatto qualche atto di coraggio e questo non vuol dire che in futuro non possa evolversi e migliorare.
Anche gli altri personaggi, Feude, Sofrenus, Siderin, l'Abate Superiore sono ben congegnati, anche se gli antagonisti di questa storia sono riusciti a convincermi in parte: avevano le carte giuste per diventare cattivi esemplari e lasciare un segno nel cuore del lettore, ma a causa della brevità del libro non hanno avuto possibilità di esprimersi al meglio. 
[Di seguito piccolo spoiler. Chi di voi incurante del pericolo, vuole leggere ciò che c'è scritto, selezioni la striscia colorata e le parole compariranno!]
Così come credo che questo sia il medesimo motivo che non mi ha permesso di apprezzare la relazione tra Donamis e Airen. Non fraintendetemi: io faccio il tifo per le storie d'amore nei libri fantasy!! Solo che il loro rapporto non è molto approfondito: lui un dongiovanni e lei la serva di suo zio; hanno avuto poche occasioni in cui parlare e..  se a lui piace tanto Airen, perché continua a stare con le altre ragazze? Oltre al fatto che entrambi sono piacenti, cosa li ha spinti ad innamorarsi l'uno dell'altra?
Ecco, questi sono i quesiti a cui non ho trovato risposta, ma d'altro canto se questa storia d'amore ha dei difetti ha anche dei pregi: non vi è nulla di melenso né di pressante, meglio qualcosa di poco accennato piuttosto che una ridondanza di sentimenti stucchevoli e prevedibili di cui non si capisce l'origine. In 192 pagine Alessandra (alter ego Elisabeth) ha preferito dare la giusta importanza alla relazione che fa semplicemente da contorno, da ornamento, scelta che, tutto sommato, condivido. Abbiamo letto molte storie fantasy in cui l'amore rischiava di distogliere l'attenzione da tutto il resto.
L'autrice concentra tutte le sue attenzioni nell'esaltare la natura e le sue creature, sensibilizzando il lettore e conducendolo per mano in un luogo fantastico, grazie anche al suo stile di scrittura. Anche il linguaggio ha un quid di mistico, di soprannaturale, non so come spiegare. Fin dalle prime pagine mi è sembrato che ogni parola fosse in armonia con l'altra, rendendo il discorso fluido, scorrevole e compatto.
L'unico appunto che ho da fare è quello dell'uso frequente dei punti esclamativi dove a volte non erano necessari.
La Stirpe di Agortos è un libro che riprende i tre problemi caratteristici dell'età medievale, quali la corruzione del clero, l'ingiustizia e il potere assoluto del signorotto locale e la diffidenza e l'ignoranza verso i culti pagani, condannati a causa di futili superstizioni. E' un libro con del potenziale infinito, sia per i personaggi sia per la trama, che forse avrebbe permesso di ampliare le avventure di Anika e Airen, permettendoci di leggere qualcosa in più sul loro conto. Oppure sono io che mi sono affezionata alle discendenti tanto da non volermene separare?
Ma tutto sommato non posso lamentarmi, poiché Alessandra sta lavorando alla revisione del secondo libro della saga, di cui attendo ansiosamente l'uscita.
Cosa succederà ora alle due sorelle e a Donamis? 

Voto:
 

Yvaine

2 commenti:

  1. la tua recensione mi ha incuriosita ancora di più!!!:)
    non vedo l'ora di leggerlo!!!

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  2. Lo stesso vale per me, già adoravo questo libro, ora non vedo l'ora di leggerlo, è in cima alla lista dei desideri di Natale da secoli ç__ç

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