giovedì 25 ottobre 2012

"La Stirpe di Agortos", un fantasy innovativo e l'intervista a Elisabeth Gravestone!


Salve a tutti voi, Pumpkins che ogni giorno venite a tenermi compagnia nei pressi del mio Pozzo! ^^

Quest'oggi la vostra streghetta Yvaine vi vuole parlare di un magico libro e della giovane autrice che ha le carte giuste per affermarsi in questo lavoro. ^^
Questo libro mi interessa parecchio e ve ne avevo parlato in una puntata della rubrica I Wish, ma ne parlo nuovamente con piacere e voglio assolutamente presentarvi la scrittrice con cui ho avuto il piacere di parlare.
Che altro dire? Spero di farvi conoscere una storia che potrebbe piacervi e che sia le domande che le risposte possano divertirvi e possano essere d'aiuto a chi sta provando a scrivere una propria storia.
A me queste poche interviste che ho avuto la fortuna e l'occasione di fare mi hanno sempre lasciato qualcosa.. spero che ciò possa accadere anche per voi :)
E allora non mi resta altro da fare che passare al vero argomento del post! ;)

 Titolo: La Stirpedi Agortos. Prima generazione.
Autore: Elisabeth Gravestone, alias Alessandra Paoloni
Pagine: 198
Editore: Edizioni R.E.I.
Prezzo: 16,00 € (cartaceo); 5,00 € (e-book)
Serie: Quadrilogia
 
Trama

Nell'incontaminata terra dell'Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda.
Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata. Entrambe però sentiranno ben presto il richiamo di quel giuramento mantenutosi nel tempo, e nonostante le difficoltà e gli ostacoli che troveranno sul loro cammino, adempiranno al volere di Agortos preoccupandosi che le generazioni future mantengano vivo quel voto.

L'autrice.


Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni) coltiva fin da bambina una passione quasi viscerale per la scrittura e la lettura, pubblicando fin da giovanissima poesie e racconti su riviste e giornali locali. Esordisce come scrittrice con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” con la casa editrice Il Filo, cui seguono “Un solo destino” e “Heliaca la pietra di luce” entrambi editi con la 0111 Edizioni. Attualmente collabora come scrittrice per una nota rivista femminile e per alcuni periodici indipendenti. Si ripresenta al pubblico con il nuovo romanzo “La Stirpe di Agortos”, in cui inizia un ciclo di fantasy imperniati sul rapporto mistico tra l’uomo e la natura.  Nei prossimi mesi per la Butterfly Edizioni uscirà il paranormal fantasy “La discendente di Tiepole”, il suo nuovo romanzo inedito. 


E qui trovate i blog dell'autrice! Passate a dargli un'occhiata! ^^
La mia strada fino a qui.  Il blog.
La mia strada fino a qui. Il Forum. 
Qui invece potete trovare un estratto del libro, per farvi un'idea più chiara: Prologo de "La Stirpe di Agortos"

Ed ora sedetevi comodi, incominciano le domande! ; ) 


Innanzi tutto ti ringrazio per avermi concesso l’opportunità di farti qualche domanda ^^ Ma questa intervista la voglio aprire in un modo un po’ insolito e, se ti va, possiamo fare un giochetto. Al posto di chiederti semplicemente di descriverti, che ne diresti di farlo in modo alternativo, descrivendoci la tua giornata tipo?



Io ringrazio te Yvaine per lo spazio che mi hai concesso nel tuo blog e saluto tutti i tuoi lettori!
Attualmente mi divido tra scrittura, nipoti e l'azienda dei miei genitori (sono titolari di un oleificio). Sono mattiniera nel senso che cerco di svegliarmi presto per non perdere le prime ore della giornata, e naturalmente la prima cosa a cui penso è scrivere. Penso a quello che scriverò o a quello che leggerò durante il giorno. In effetti tutta la mia giornata ruota attorno alla scrittura, cerco di far combaciare tutti gli impegni con la scrittura di racconti per concorsi o romanzi. Mi ritaglio sempre dei momenti per stare davanti al pc a scrivere o a pubblicizzare quello che ho già dato alle stampe. E vado a letto presto, tranne magari il fine settimana che rincaso un po' più tardi perché esco con la mia comitiva. Le mie insomma sono giornata tranquille ma piene, dove la scrittura da qualche tempo a questa parte è diventata il fulcro. 


Forse è una domanda un po’ banale, ma sono ugualmente curiosa di conoscere la tua risposta: come mai hai scelto di usare uno pseudonimo? C’è un motivo particolare per cui hai scelto proprio questo?
 

Non è affatto una domanda banale! La scelta di adottare uno pseudonimo per i libri de La Stirpe di Agortos (che è Elisabeth Gravestone per chi non lo sapesse) è stata “doverosa” in quanto questi libri sono la riedizione ricorretta e ampliata di un libro già edito nel 2008. Quindi cambiando editore, testo copertina ecc ho sentito anche l'urgenza quasi di cambiare identità. Ma non andrà sempre così, infatti nel mio prossimo romanzo edito tornerò a farmi chiamare col mio nome di battesimo, mentre per il ciclo di romanzi della Stirpe continuerò ad essere Elisabeth. 

Dove trai maggior ispirazione per le tue storie? E in particolare per “La Stirpe di Agortos”, da cosa ti sei fatta trascinare?


Deve ringraziare Il Signore degli Anelli. Quando mi sono accostata al mondo di Tolkien ho sentito il bisogno, visto che uno dei generi che apprezzo di più è il fantasy, di scriverne uno anche io. Ma volevo dipingere una storia fantastica diversa dal solito, che non narrasse solo dello scontro tra bene e male. Così è nata la Stirpe, ispirata dal grande Maestro del fantasy, ma con la caratterizzazione di avere come soggetto una natura fantastica e il rapporto che l'uomo ha con essa.

Se dovessi descrivere il tuo libro con una ricetta, quale sceglieresti?


Non è propriamente una ricetta, ma la Stirpe sarebbe senz'altro una bella pizza margherita con basilico. Semplice e gustosa, che si mangia (e quindi si legge) con piacere e qualche boccone. Non a caso io adoro la pizza...

Il tema di cui tratti nel tuo libro è molto interessante e affascinante e forse è qualcosa che agli uomini d’oggi manca un po’. Tu che rapporto hai con la natura?

Io sono cresciuta in un paesetto rurale alle porte di Roma. La natura per tanto mi ha sempre circondata. Forse è proprio per questo che è nata la Stirpe. Passeggiando per le strade di campagna, cosa che faccio ancora adesso, la mia immaginazione mi ha suggerito di dare voce alle piante, agli alberi e alle rocce come fossero “vere” e creature autonome. Credo che in questa società oramai urbanizzata (le aree verdi stanno scomparendo anche da me purtroppo) sia importante soffermarsi a guardare le piccole cose che Madre Natura ci ha consegnato perché ci convivessimo assieme e le rispettassimo.

Il fatto che avessi già pubblicato racconti e poesie per riviste locali e, successivamente, i tuoi libri d’esordio, ti ha agevolato la strada verso la pubblicazione di quest’ultimo libro?

Non credo. Le pubblicazioni degli scorsi anni mi hanno fatta sì conoscere, ma il mio nome non è ancora “importante” se così vogliamo dire. Più che agevolata, le pubblicazioni precedenti mi hanno spronata a continuare. All'inizio temevo il confronto col pubblico (anzi a volte lo temo ancora adesso) ma poi la sensazione di donare qualcosa di mio al mondo è stata quasi un richiamo per me. Certo adesso chi mi legge quando sa che esce un mio nuovo lavoro mi dice subito che lo prenderà, e di questo ne sono più che felice e lusingata.

Come dicevo poc'anzi, prima di pubblicare La Stirpe di Agortos hai avuto modo di scrivere e pubblicare altri romanzi. Forse è un po’ come chiedere ad una madre quale dei figli sia il suo prediletto, ma ci provo lo stesso: tra i tuoi libri ce n’è uno che preferisci? Perché?

Forse il mio libro “preferito” sono i Brevi Monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento, la mia raccolta poetica d'esordio. Lì più che la fantasia ho messo il cuore. Lo scrissi in un periodo non troppo felice della mia vita, e alcuni versi mi rimbombano ancora nella testa. Oggi il libro si può scaricare o acquistare su lulu.com ma spero di trasferirlo su Amazon che ha senz'altro un pubblico più vario e vasto.

Leggendo la tua biografia ho avuto modo di notare che hai sempre pubblicato con case editrici differenti. E’ stata una tua scelta o delle case editrici?

E' stata una mia scelta. Sono sempre andata alla ricerca di persone nuove con le quali collaborare e di orizzonti nuovi. Con ciascuno di loro ho lavorato in maniera differente. Oggi come oggi sono edita dalla Edizioni Rei e dalla Butterfly Edizioni. E credo tanto di aver trovato finalmente la mia dimensione stavolta...

Curiosando nei tuoi blog ho scoperto che, oltre ai seguiti de “La Stirpe di Agortos”, hai in programma un libro tutto nuovo, un paranormal fantasy. E’ troppo ardito da parte mia chiederti qualche anticipazione?

No che non lo è! Questo paranormal fantasy dal titolo “La discendente di Tiepole” lo scrissi nel 2008 l'anno del mio esordio letterario. Ma tra i Monologhi e quello che era un tempo Un solo destino, l'ho lasciato nascosto nel pc. E lì è rimasto in attesa per un bel po', sia per impegni vari con altri libri, sia perché nel 2011 mi sono fermata con la scrittura  e le pubblicazioni. Poi ho conosciuto Argeta Brozi e la sua Butterfly Edizioni, una casa editrice giovane ma dinamica. E allora ho deciso di provare e le ho mandato il manoscritto. Sarebbe stato un peccato tenerlo ancora segregato nel computer. Diciamo che aspettava solo il momento giusto per venire fuori.

Secondo te qual è la cosa più difficile nello scrivere un romanzo?

Tecnicamente mantenere un livello alto per tutta la scrittura senza cadere in situazioni morte che potrebbero annoiare il lettore. Vanno bene le descrizioni ma tutto deve essere ben calcolato e dosato. E' bene poi essere coerenti con la storia fino alla fine, e se questa è una saga cercare di non interromperla sul più bello anche se io con la Stirpe l'ho fatto. Il cliffhanger della prima generazione è stata una scelta voluta che forse alcuni mi rimprovereranno. Ma è stata una scelta non casuale.

Bene, siamo giunti all’ultima domanda! E siccome questa è la domanda di rito con cui concludo sempre le mie interviste, voglio chiederlo anche a te: qual è il tuo consiglio per chi ha il sogno nel cassetto di diventare scrittore?

Magari possono apparire frasi fatte, ma non lo sono: uno scrittore che vuole aspirare ad essere tale deve cercare di non arrendersi mai perché molte sono le delusioni in cui ci si può imbattere seguendo questo percorso. Molti no da parte di case editrici, molti no ai concorsi letterari. Ma questo non ci deve mai abbattere. Se scrivere è un bisogno e rende felici, gli ostacoli si superano facilmente. Inoltre è bene restare coi piedi per terra. La fama fa gola a tutti ma è bene pensare che solo a pochi è concessa. Io spero di continuare a scrivere e farmi conoscere perché è quello che amo fare anche nel mio piccolo, perché almeno per ora le piccole soddisfazioni sono ciò che mi rendono entusiasta del sogno che porto avanti.

Grazie mille per la tua disponibilità! E' stato un estremo piacere! :)
Io ringrazio ancora te Yvaine! Grazie di cuore!
Bene, anche questa intervista è terminata. Spero vi sia piaciuta e che la semplicità e la bravuta di questa ragazza vi abbiano conquistato! 

Yvaine

6 commenti:

  1. Come diventi seria quando fai le interviste xD

    Bellissime parole comunque e non posso che trovarmi d'accordo sulla natura essendo anch'io in campagna :)

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  2. Ahahah, ci vuole un po' di professionalità u.u
    Sono contenta che l'intervista ti sia piaciuta! ^^

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  3. Bellissima intervista!!
    questo libro m'ispira sempre di più!!

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  4. Poc'anzi è un tocco di classe xD comunque molto interessante e poi questo libro m'intriga davvero tanto *w*

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  5. Mary, Anto, vi ringrazio!! Sono davvero molto contenta che abbiate apprezzato sia l'intervista sia il libro! ^^

    @Anto: eheh, in effetti è la prima volta che mi capita di usarlo XD Non so da dove io l'abbia tirato fuori u.u

    RispondiElimina

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