domenica 11 dicembre 2011

Writing a Book # 6 con una partecipazione straordinaria! ;)



 - Le nuove dal ponte della Whisper, la nave che attracca nella 
mia mente e mi porta nuove idee per i miei scritti;
- Come procede la mia storia e tutto ciò che le riguarda;
- E infine, qualche consiglio sulla scrittura, per tutti quelli a cui piace scrivere.

Buona domenica a tutti e benvenuti a questa sesta puntata di Writing a Book! ^^
Ormai sapete bene che questa è una rubrica disastrata, quindi.. avete letto le "regole" della rubrica sopra citate? Bene, dimenticatele, perchè questo sarà un appuntamento un po' speciale..
Infatti non sarò io a parlarvi dei miei (in)successi da scrittrice, né sarò io a darvi qualche consiglio.
Due settimane fa, appena cliccato su "pubblica post" mi è venuta in mente questa pazza idea, ma che alla fine sno riuscita a portare a termine: ho deciso di intervistare una scrittrice che ha gentilmente accettato :)
Si tratta di un'esordiente -no, non voglio ancora dirvi il nome u.u- e a questo punto alcuni di voi potranno pensare che è ancora troppo inesperta, ma io invece credo che sia utile conoscere le esperienze di questi neo scrittori appena sbarcati sul mercato con il loro libro.. Ci si sente molto più vicini a loro che non ad autori più affermati, che ci appaiono invece come irraggiungibili. Mi è capitato due volte di parlare con un'esordiente e vi assicuro che entrambe le volte mi sono sentita entusiasmata e incoraggiata
Ma bando alle ciance! Veniamo al punto! :)

Prima di arrivare all'intervista vera e propria mi pare giusto presentarvi il libro dell'autrice da poco pubblicato ^^


Le Leggende di Aron. 


Il Segreto degli Undici




Titolo: Le Leggende di Aron. Il Segreto degli Undici.
Autrice: Deborah Epifani
Genere: Fantasy per ragazzi
Pagine: 480
Casa Editrice: Linee Infinite
Prezzo: 16,00





Trama

Aron ha quindici anni e una vita felice sulla sua piccola isola. Le giornate in mare, i tuffi dalla barca di Gorgo, il sale che tira sulla pelle e l’amore della sua famiglia sono tutto ciò che possiede, tutto ciò che desidera. Quasi tutto. Manca un giorno al suo compleanno e alla cerimonia che lo ammetterà al Consiglio dei Germogli, giovani pronti a difendere l’isola e i suoi abitanti da qualunque insidia li minacci. Ormai fervono i preparativi che lo renderanno a pieno titolo un uomo del Popolo del Mare. Basterà una notte di tempesta perché tutto cambi: dal buio emerge una misteriosa presenza che lo trascinerà lontano dagli affetti e dall’isola, nel mondo magico e insidioso di cui ora fa parte. Chi sono i Guardiani che lo cercano? Chi sono i misteriosi Undici il cui destino si intreccerà inevitabilmente con il suo? Quali enigmi nascondono e cosa vogliono da lui? Aron dovrà fare appello a tutto il suo coraggio e imparare a fidarsi della tenebra che lo accompagna, se vorrà salvare se stesso e le persone che ama. Una corsa contro il tempo per sfuggire al nemico comune. Un’avventura alla scoperta di se stesso e di quel Potere che lo rende unico al mondo. Un segreto da svelare per trovare la verità.

Ed ora... partiamo con le domande! *w*

- Ciao Deborah! Innanzi tutto grazie per avermi concesso questa intervista e per dedicare un po' di tempo a me e ai lettori di questo blog ^^ 
Possiamo conoscerti pian piano tramite il tuo blog, Storie dell'altra Deb, ma, per chi non ti conoscesse, potresti raccontarci qualcosa di te?


Ciao a te, Yvaine, e ai tuoi lettori! Mi ha fatto molto piacere ricevere il tuo invito, perciò sono io a ringraziarti. :) Poi con questa dolcissima veste grafica invernale, è ancora più bello accomodarsi nella tua casetta piena di libri e di preziose informazioni. ;) 
Bene, ora qualcosa di me. Sono nata nel 1976 e ho origini pugliesi. Per brevi periodi ho vissuto a Pavia e anche a Roma, ma al momento abito in Piemonte, sulle sponde del lago d'Orta, dove sono cresciuta; un piccolo specchio incastonato tra le montagne a ridosso della Svizzera. Mi sono laureata con lode in Educazione Professionale con una tesi che ha fatto impazzire la mia relatrice: "Harry Potter e il calice di fuoco: l'amicizia in adolescenza. Alcuni spunti di riflessione pedagogica". Ho svolto lavori in diversi ambiti della pedagogia, anche se da sempre ho una grande passione per le scienze naturali che coltivo per conto mio.
Quando non mi occupo di dinamiche adolescenziali e di relazioni familiari, mi dedico alla scrittura e alla lettura. Adoro viaggiare, incontrare persone diverse da me e, ogni tanto, se bevo troppi caffè, utilizzo i fondi per antichizzare mappe di mondi fantastici. Stravedo per le torte di mele, mi piace ascoltare musica, scoprire nuovi sentieri di montagna e ignorare la mia allergia ai gatti.  


- Veniamo quindi al tuo libro.. Cosa ti ha ispirato questa storia?

Nel corso di quattro anni e mezzo, Il segreto degli Undici ha subito diverse metamorfosi, anche profonde. Si può dire che Aron, il protagonista, sia cresciuto con me. Un po' come l'amico immaginario! Poi intorno a lui hanno cominciato a ruotare altri personaggi, a volte per mia necessità, altre volte nati per caso. La storia in sé, invece, mi è stata ispirata da più cose. Credo di aver fatto un miscuglio di film, libri, volti reali, esperienze di vita, sogni, scene vissute... è strano come sia difficile rispondere a questa domanda. In parte credo sia dovuto alla complessità del mondo di Aron, che è davvero vasto, con le sue terre, la storia, le credenze e le abilità di ogni popolo. Alla mia prima presentazione del libro, avvenuta proprio pochi giorni fa, mi è stata rivolta una domanda molto simile e la mia risposta è stata questa: ho preso spunto dalle tradizioni italiane, dalla cultura mediterranea ma anche da quella celtica, così come dalla mitologia greca e romana. In poche parole, mi sono ispirata a ciò che sono e al contesto culturale in cui vivo. Ne è venuto fuori un mondo effettivamente vasto e dettagliato che sarà pressoché impossibile trasporre totalmente su carta. Però credo si intuisca ugualmente tra le righe. Soprattutto mettendo insieme ciascun episodio della saga.  

- Qual è stata la scena più difficile da scrivere? Se per rispondere finiresti per spoilerare, ti chiedo: c'è una situazione o una scena che credi di non saper descrivere o che comunque ti creerebbe non pochi problemi?

Forse ho ancora troppa poca esperienza come scrittrice per poter rispondere, ma io credo che non esista una scena più difficile di un'altra. Se c'è ispirazione, qualunque scena può risultare piuttosto semplice da scrivere. Mi è capitato di avere difficoltà su pezzi banalissimi, piuttosto che su altri molto più complessi. Certo, magari per alcune scene, descrizioni o personaggi occorre maggiore documentazione perché distanti dal nostro modo di essere o di sentire. Ma almeno per quanto riguarda la mia esperienza, è l'ispirazione che conta.

- E' stato complicato pubblicare il libro? Avevi già adocchiato la casa editrice Linee Infinite, oppure hai dovuto tentare prima con altre?

La vera complessità è stata la ricerca iniziale delle case editrici che ritenevo giuste per me, che avevano certi canoni e requisiti, tra cui la pubblicazione gratuita. Ho impiegato parecchio tempo a scremare e a chiedere informazioni dettagliate, spesso telefonando direttamente agli uffici di redazione che trovavo sul web. Alla fine sono arrivata a un ragionevole compromesso di trentasei case, tra cui Linee Infinite. A quel punto ho inviato il dattiloscritto secondo le modalità richieste da ciascuna. Dopodiché è arrivata la vera difficoltà: l'attesa. Lunghissima. Ogni tanto arrivavano dei cortesi rifiuti, ma il più delle volte la mia casella di posta era vuota. Alla fine sono stata contattata da tre case editrici contemporaneamente, tutte nella stessa settimana. Linee Infinite era tra queste. 

- Per coloro che fossero interessati al libro, dove possono reperirlo? (Mi ci metto in mezzo anche io ;P)

Si può ordinare in libreria, la modalità che aiuta di più le piccole case editrici e i suoi autori. Se però il librario è molto diffidente, cosa che purtroppo capita spesso, si può scrivere una semplice mail all'associazione culturale La Torre Eventi e Distribuzione, il nuovo servizio di distribuzione interna alla stessa casa editrice Linee Infinite; è un modo rapido e sicuro.
Oppure si può ordinare dal sito GDS Distribuzione Editoriale, o ancora, da Bol.it (trovi tutti i link nella finestra sopra i post del mio blog ;))  ---> Vi linko anche la pagina dedicata interamente al libro ;)  Storie dell'altra Deb: Il Segreto degli Undici

- Da cosa nasce il tuo amore per la scrittura? Come ti sei avvicinata a questo mondo fantastico?

Dalla lettura. Altri libri, altre storie. Leggere apre molte finestre su mondi sconosciuti, alimenta il pensiero, arricchisce la persona. A volte aiuta a superare momenti difficili, a dare un nome a sentimenti nuovi. Le parole hanno un grande potere, secondo me. Certo, mi rendo conto che non è così per tutti, ma io credo fermamente che si possa "educare" ai libri e alla lettura fin da piccoli, anche prima delle scuole primarie. Io mi reputo fortunata. In casa mia ho sempre visto montagne di libri, e quando non ero ancora capace di leggere ho ascoltato fiabe lette da mia nonna, da voci note della televisione e del teatro (allora si andava di audiocassette e piccoli mangianastri rossi!) e riconosciuto storie nelle illustrazioni per bambini. Se tutto questo viene trasmesso e alimentato, può nascere una vera passione. 

- C'è un luogo e un momento della giornata in cui preferisci dedicarti alla scrittura?

No, non c'è un momento preferenziale della giornata; se mai ci sono condizioni preferenziali: silenzio e ispirazione. Di solito è durante la sera. Ma ho scritto pezzi anche di primo mattino, o durante un'ora qualsiasi del giorno. L'importante è che non abbia nulla sui fornelli perché, una volta entrata nello spirito giusto, potrei scordarmene completamente! ;)

- Tornando al tuo romanzo.. mi pare di aver capito che le vicende di Aron non si concludano in un solo libro, ma proseguiranno in altri. Forse è un po' prematuro parlarne, ma non si sa mai. Hai per caso già in progetto qualche altra storia per un futuro più lontano? Ti piacerebbe cambiare genere o pensi di rimanere sempre sul fantasy?

Hai capito bene: Il segreto degli Undici fa parte di una saga di sei episodi, in parte già scritti, anche se ovviamente sono prime bozze. Diciamo che, per quanto riguarda la scrittura, il fantasy, insieme a tutte le sue diramazioni, è il genere con cui mi trovo più a mio agio. Ma se la storia è bella leggo volentieri qualsiasi tipo di narrativa, quindi non è escluso che prima o poi sperimenti qualcosa di diverso dal fantasy. Adoro sperimentare.
Per ora ho in mente altre quattro storie, oltre alla saga delle Leggende di Aron, tutte autoconclusive. Si tratta sempre di fantasy, ma di "sottogeneri" diversi, diverse ambientazioni, diverso stile di scrittura e diverso pubblico di lettori. Una di queste sarà sicuramente sviluppata dal racconto Il gargoyle, un distopico young adult, scritto in prima persona con ambientazione steampunk (lo si può trovare anche sul mio blog).
 
- Un giorno, facendo un test creato per verificare quanto un personaggio è stereotipato -tenedo sempre conto della sua scarsa attendibilità-, c'erano delle domande che facevano aumentare la probabilità della non-originalità.. In breve, erano incentrate sul legame tra scrittore e protagonista, quanti punti comuni si hanno e se il personaggio è stato creato secondo il desiderio dell'autore di voler essere in un certo modo, come se formasse il suo ideale corrispondente cartaceo.. ecco, spero di essermi espressa bene, comunque.. Secondo te c'è qualcosa di sbagliato che tra il protagonista e lo scrittore ci sia questo rapporto? Quanto hai messo di te nel tuo romanzo d'esordio?

Una domanda interessante e complessa che rimanda a più risposte. Per cominciare, secondo me questo rapporto non è né giusto, né sbagliato: è naturale. Chiunque scriva, anche poco e per diletto, sa che c'è sempre un po' di se stesso nei personaggi che mette su carta. Magari è una parte di sé che non conosce a viso aperto ma con cui l'inconscio ha invece familiarità. Magari incarna le sue paure, oppure un ideale, ciò che vorrebbe essere. In ogni caso è pur sempre qualcosa che ci appartiene, una briciola o un'enorme fetta delle proprie esperienze di vita, delle proprie emozioni e dei propri sentimenti.
Sicuramente è stato così anche per me. Non scrivo "di pancia", o almeno non solo, però è inevitabile che abbia messo un po' di Deborah in ogni personaggio delle mie storie. In altre parole ho dato un volto e un nome a ciascuna sfaccettatura del mio essere, che l'abbia fatto con coscienza, oppure in modo totalmente istintivo.
Riguardo alla probabilità che il protagonista (così come la storia stessa) sia originale, oggi è difficilissimo, anche se non impossibile, creare qualcosa di nuovo. Io direi piuttosto che l'originalità la si possa trovare nello stile, nella forza narrativa, nella caratterizzazione dei personaggi, nella trama e in un connubio ben architettato di tutti questi elementi. Se e in che modo eventualmente io ci sia riuscita con il mio romanzo... be', questa è una domanda da rivolgere ai lettori! ;p

- Ok, questa è una domanda molto stupida, ma è una questione che a me interessa e, chissà, potrebbe essere utile anche per qualcun altro. Per scrivere la tua storia hai impostato il file in modo che fosse simile al formato di stampa dei libri pubblicati? Puoi darci qualce dritta in questo senso?

Non è affatto una domanda stupida, anzi, ti ringrazio per avermela posta. Su internet si trovano le informazioni più disparate, spesso contrastanti e per questo fumose. Io posso dire solo quella che è la mia piccolissima esperienza: scrivete sul formato che vi piace di più, in modo da sentirvi "comodi" in fase di stesura. Potete sempre cambiare il formato una volta concluso il testo. Poi, dopo tutte le tremila revisioni del caso, sarebbe utile stampare su carta. Per quanto si sia abituati al computer, rileggere su carta è tutt'altra cosa e sicuramente fa vedere il testo in un'ottica più vicina a un libro stampato. Dopodiché, credo sia utile attenersi alle direttive di ogni casa editrice. Ci sono quelle che preferiscono una stampa fronte retro, magari rilegata, quelle invece che gradiscono i files inviati per mail, e quelle per cui è assolutamente indifferente. L'importante è, dove indicate, seguire le preferenze. Gli editor hanno valanghe di testi da visionare troppo rapidamente, e se possono farlo nel modo a loro più consono, tanto di guadagnato anche per noi!

- Altra curiosità.. A volte non si ha abbastanza ispirazione per scrivere, forse manca semplicemente la voglia o l'umore adatto per decidersi a prendere in mano la penna.. Tu hai qualche metodo personale per stimolare l'ispirazione o accrescerla?

Generalmente cerco di non forzare l'ispirazione perché, conoscendomi, è probabile che ottenga il risultato opposto. Però a volte la voglia di scrivere diventa un vero impulso, mentre le idee tentennano. Allora leggo. Sarò noiosa, ma è sempre quello il punto di partenza. Non importa se la storia abbia delle affinità o meno con ciò che intendo scrivere; leggere è come accendere il motore, per me, come scaldare gli attrezzi del mestiere: cervello e cuore.
A volte, invece, ho proprio bisogno di un'ispirazione particolare che so di ottenere vedendo un determinato film, o ascoltando una certa canzone. Qui sono molto varia: passo tranquillamente dalla musica classica al metal melodico, dalla etnica alla zen, e se c'è una chitarra, tanto meglio! Le colonne sonore, poi, sono una manna, mi aiutano molto a calarmi nell'atmosfera. 
 
- E siamo giunti così all'ultima domanda! C'è qualche consiglio che vorresti dare a tutti gli scrittori in erba?

Essendo in erba anch'io, non so se sia la persona più adatta per dare consigli, ma ci provo, mutuando anche un po' le dritte dei grandi scrittori. Innanzitutto, leggere. Tantissimo, di tutto e di più, anche quello che ci annoia o a cui non siamo abituati. Questo perché potremmo scoprire di amare un genere a cui non avevamo mai dato attenzioni, oppure semplicemente per capire come NON vorremmo scrivere, a costo di risultare arroganti. Meglio conoscersi a fondo per poter dire con molta onestà "questo sì, questo no", piuttosto che precludersi delle possibilità. E poi prendere la scrittura come un vero allenamento quotidiano. Anche se quel giorno non abbiamo niente di straordinario da trasporre su carta, bastano poche righe per non perdere la mano. A volte servono da carburante per nuove idee. Per il resto, credo che ognuno abbia i suoi metodi, i suoi rituali, i suoi modi di ispirarsi e vivere la scrittura. 

E' stato un vero piacere, Deborah! Grazie di tutto!! Mi sono divertita molto nel farti questa intervista, la prima del blog, e sono contenta di averla fatta proprio a te! :)

Anche per me è stato un piacere e un divertimento. Alla prossima! :)

Spero che questa intervista vi sia servita come incoraggiamento e vi abbia insegnato qualcosa, come è capitato a me! E con questo saluto tutti voi, in particolare Deborah che mi ha permesso di vivere questa bella esperienza!
Un abbraccio,

Yvaine

9 commenti:

  1. Ma che intervista bellissima! È stato un piacere poter conoscere Deb ancora un po' più da vicino, e le domande erano davvero ben pensate Yvaine, per niente stupide! ^^
    Se posso mi sento davvero di consigliare "Il Segreto degli Undici" a tutti.. lo sto finendo proprio ora, e.. ne vale proprio la pena! :D

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  2. Grazie per essere passata Rowan! =)
    Sono contenta che la mia prima intervista sia ben riuscita xD
    Oltre questo.. sì, è stato un bel modo per conoscere meglio Deb e.. credo che d'ora in poi non la lascerò più in pace.. Sto continuando a scriverle mail xD
    Per quanto riguarda il libro, credo che ormai aspetterò dopo le vacanze.. Avrei dovuto ordinarlo prima, ma ho avuto altre spese =S
    Allora aspetto la tua recensione! ^^

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  3. Che bella sorpresa! Sono contento che tu abbia intevistato Deb perchè è una scrittrice molto brava, avendo letto il suo racconto su fantasyworld. Non sapevo della pubblicazione di suo libro, ma è una cosa che mi ha fatto piacere (per una volta una scrittirice che lo meritava davvero) e conto di leggerlo al più presto. Ciao e complimenti!

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  4. Ciao!
    Eh, io ieri sera stavo tentanto di leggere il racconto che mi aveva segnalato sul suo blog, ma.. ehm, ho avuto un imprevisto =S
    Da quel che ho letto però lo stile mi piaceva molto -cosa che avevo già notato nell'estratto del suo libro- e l'idea mi intrigava parecchio!
    Hai ragione Daniel, sono contenta anche io che sia riuscita a pubblicare! ^^

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  5. Bellissima intervista! *___* Complimenti a entrambe! Yvaine ti ringrazio di avermi avvisata di questo post, questa intervista è originale e davvero interessante! Inoltre le risposte di Deb sono molto belle ed è stato un vero piacere leggere i suoi consigli e i suoi pensieri. Penso proprio che sia una persona valida e una brava scrittrice. Ancora non ho letto il suo libro, ma spero di farlo presto perché da quello che scrive si vede che ha passione, intelligenza e talento.

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  6. Che bel post,e che intervista stupenda ^-^
    Già ieri sapevo che mi sarebbe piaciuto,ed ero in trepidazione per la sorpresa xD
    Comunque anche a me sono piaciuti molto i consigli e incoraggiamenti di Deborah :)
    Già avevo adocchiato la casa editrice Linee Infinite e ho visto che non pubblica di certo sciocchezze,penso che una dimostrazione sia questo libro stesso,il quale mi attira molto,e devo dire che anche l'autrice mi sembra molto capace ^-^
    Un bacione Yvaine :*

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  7. Ok... visto il successo che ha riscosso questo post, penso sia pressochè inutile aggiungermi alla lista, ma... lo faccio lo stesso: gran bel post! Complimentoni a tutte e due, auguroni a Deb per il suo libro e grazie a te per aver avuto questa spelendida ed utilissima idea :)

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  8. Che emozione... -^_^- Grazie a tutti, e a te, Yvaine. Sono contenta di averti conosciuta, penso che tu sia una ragazza in gamba, perciò... avanti così, e credi sempre nei tuoi progetti e sogni. Ricorda che aspetto di entrare nella tua libreria! :)

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  9. Rispondo ai vostri commenti in ritardo con immenso dispiacere, ma ho avuto molto da fare in quest'ultimo periodo.
    Non c'è molto altro da dire in realtà, ma voglio ringraziarvi comunque, tutti quanti per aver letto questo post, per esservi interessati. Sono contenta vi sia piaciuto e.. beh, un grande ringraziamento va a Deb che mi ha permesso questa intervista, che ha condiviso con tutti noi il suo libro dandoci l'opportunità di approdare in un nuovo mondo :)

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