mercoledì 13 luglio 2016

Recensione: Fiabe in rosso di Lorenzo Naia e Roberta Rossetti

Buongiorno Lettori!
Era da un po' che dovevo parlarvi di questo libro, ho scritto finalmente la recensione la settimana scorsa, ma mi sono dimenticata di pubblicarla perché in preda al ripasso per l'ultimo esame di questa sessione.
Direi che ha atteso abbastanza, quindi vi lascio alla recensione ;)


Titolo: Fiabe in Rosso
Autore: Lorenzo Naia e Roberta Rossetti
Pagine: 64
Editore: VerbaVolant Edizioni
Prezzo: 12.00 €


Trama

“Fiabe in rosso” è un progetto nato a quattro mani contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere. Si tratta di una breve raccolta di fiabe della tradizione, tutte con protagoniste femminili, ma con finali rivisitati. Perché ciò che ogni bimbo dovrebbe imparare è che il finale della propria storia, il finale della propria vita, non deve essere scontato, non deve essere uno solo, non deve essere – soprattutto – già deciso da qualcun altro. La felicità non consiste necessariamente nel trovare il principe azzurro, ma nel guadagnarsi la propria strada e il proprio posto nel mondo.
Il rosso vuole essere un po’ il trait d’union tra le varie storie, come citazione del progetto “Zapatos Rojos” dell’artista messicana Elina Chauvet.
Le illustrazioni utilizzano uno stile misto: prevalgono i dettagli rossi ai quali si aggiungonoi inserti di quotidiani utilizzati a mo’ di collage, come aggancio alla realtà e alla cronaca.




Fiabe in rosso raccoglie la rivisitazione di cinque celebri fiabe della tradizione: Mignolina, Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Rosaspina e Raperonzolo. I motivi che rendono questo libro diverso dagli altri tentativi sono essenzialmente tre.
L'idea alla base è quella di esplorare finali diversi per ciascuna delle protagoniste, andando al di là del classico happy ending in cui la principessa si sposa col principe di turno. Perché? Per riconsegnare a ciascuna delle protagoniste le redini del proprio destino, per insegnare che ognuno di noi può e deve scegliere la propria strada. 
Molto significativo è poi l'intento di voler dare un contributo nella lotta contro la violenza di genere: quale modo migliore di sfruttare le fiabe, apprezzabili dagli adulti, ma in primo luogo rivolte a quelli che saranno gli uomini e le donne di domani? 
Gli stessi autori scrivono:
[...] non è certo con un libro che si può sanare una modalità relazionale malata e violenta. Con un libro, però, si può educare ad un'affettività sana e costruttiva, questo sì. E l'arma più potente per contrastare fenomeni socio-culturali disfunzionali e pericolosi è proprio l'educazione delle nuove generazioni.
La stessa copertina è una citazione dell'artista messicana Elina Chauvet autrice del progetto Zapatos Rojos ("scarpe rosse" in spagnolo) che, nella sua fase finale, prevede l'installazione di scarpe da donna rosse per denunciare l'omertà che riguarda la scomparsa e l'uccisione di donne a Ciudad Juàrez e contro la violenza di genere. Il rosso viene poi ripreso all'interno dalle bellissime illustrazioni: Roberta Rossetti utilizza solo tre colori, il bianco, il nero e il rosso, apponendo anche dei ritagli di giornale come collegamento all'attualità.
L'ulteriore motivo di pregio di Fiabe in Rosso, poi, risiede nel saper parlare di azioni violente. Nel corso della storia abbiamo assistito alla progressiva scomparsa della crudeltà e del sangue dalle fiabe. Qui invece Lorenzo Naia recupera questo aspetto e le versioni originali dei Grimm, restituendoci al contempo un aspetto importante della realtà: il male, gli ostacoli, fanno parte della vita.
Il bello di questo libricino è dunque leggere storie che conosciamo già attraverso queste importanti chiavi di lettura.



Lo avete letto? Vi incuriosisce?

Yvaine

lunedì 4 luglio 2016

Recensione "Io sono Vera" di Alaisse Amehana

Buongiorno Lettori!
Oggi per voi la recensione del libro di una collega blogger, nonché amica, Alaisse del blog La Bella e il Cavaliere. L'avevo scritta su Amazon nel periodo in cui non utilizzavo più il blog. Ora è giusto che abbia il suo posto anche qui!


Titolo: Io sono Vera
Autore: Alaisse Amehana
Pagine: 337
Editore: Rosa dei Venti Edizioni
Prezzo: 12.00 €
Ebook: 2,99 €
Serie: Autoconclusivo

Trama

Può una scelta sbagliata cambiare il corso di un’esistenza? Può l’errore di un attimo diventare l’inizio di un destino inaspettato?
Quando Veronica esce di casa per raggiungere il ragazzo per cui farebbe di tutto, non sa che le sarà fatale. Non sa che in quell’istante qualcuno sta per cambiare inevitabilmente il corso degli eventi e che presto dimenticherà il sapore della vita. Basta un attimo, una decisione precipitosa, e il suo mondo si capovolge senza scampo. Acsei è un Allievo Custode e l’impulso di dimostrare che è pronto per diventare un vero Angelo è troppo forte per non dargli ascolto; ma il suo avventato desiderio di emergere ha conseguenze drammatiche. Così le loro vite si scontrano in un limbo che ha il volto di una tragedia irreversibile e sconvolgente e tutti i sogni, le speranze e le convinzioni della ragazza svaniscono improvvisamente, spazzati via da qualcosa che nessuno può sconfiggere. Ma Acsei è deciso a porre rimedio al suo errore e trascinerà Vera in una folle lotta contro il tempo e i pericoli che minacciano la sopravvivenza di un’anima solitaria in balia della morte. Cosa sarà disposto a fare per salvarla ed evitare che si smarrisca?



Ho atteso tanto per leggere questo romanzo, sia perché ne aspettavo l'uscita sia perché non ho avuto modo di dedicarmici fino ad ora. Da quando ne ho letto l'estratto per il concorso Giunti Shift ho desiderato parecchie volte di potermi ritrovare in compagnia di Vera e Acsei, Avete presente quando entrate in libreria, vorreste comprare un libro, ma alla fine uscite a mani vuote e, una volta a casa, ve ne pentite amaramente? Leggere quel libro diventa il vostro chiodo fisso. Ecco, a me è successa più o meno la stessa cosa con "Io sono Vera". In alcuni momenti sentivo che questo libro mi avrebbe dato un conforto, era diventata una specie di necessità. E adesso posso dire che è stato effettivamente così, che questo libro aveva qualcosa di dirmi, da trasmettermi e da insegnarmi.
Se pensate di aver letto tutto sugli angeli o ne avete abbastanza di questo tipo di Urban Fantasy smettete di storcere il naso (come del resto facevo io) e date una possibilità a "Io sono Vera" e ad Alaisse,
Ci sono infatti piacevoli elementi originali, soprattutto nell'efficientissima organizzazione dell'Aldilà, tra Custodi e Allievi che studiano per diventarlo, Traghettatori che hanno il compito di guidare le anime nel passaggio dal mondo dei vivi a quello dei morti, e i demoni, anime perdute e corrotte disposte a ogni tipo di efferatezze nel tentativo di ancorarsi alla vita e restare sulla Terra.
E ciò che forse stupisce di più è la quantità e la completezza di queste informazioni condensate in un romanzo breve. Spesso è difficile spiegare un mondo e un sistema così complessi, ma Alaisse riesce a soddisfare tutte le curiosità del lettore senza il rischio di appesantire la lettura.
Un altro punto di forza del romanzo sono i personaggi indimenticabili e veri: Veronica, una protagonista che finalmente non si piange addosso e che è decisa a trovare un modo per ricongiungersi col suo corpo; Acsei che nella sua goffaggine e nel suo essere maldestro e combinaguai mi somiglia molto; e Ammaniel che a parer mio avrebbe qualcosa da insegnare anche ai Custodi e non solo agli Allievi.
La bravura dell'autrice è ancora più evidente se si considera che i personaggi secondari sono definiti da poche pennellate, ma sufficienti per renderli ognuno diverso dall'altro e con caratteristiche ben distinguibili.
Infine vorrei fare i complimenti all'autrice per lo stile fluido, privo di fronzoli inutili, capace di evocare immagini, sensazioni ed emozioni, uno stile già personalissimo nonostante si tratti del primo romanzo, condito da un pizzico d'ironia che non fa mai male.
Ecco i motivi per i quali secondo me proprio non dovreste farvi scappare questo piccolo gioiello.
Per concludere, vorrei ringraziare Alaisse perché involontariamente mi ha aiutato ad aprire gli occhi, perché a volte li chiudiamo davanti alla realtà dei fatti e basta guardare le cose da una prospettiva diversa per rendersene conto. E per fortuna la mia diversa prospettiva non è la stessa di quella di Veronica!
Ora non mi resta che aspettare il prossimo libro di Alaisse.


Voi l'avete letto? Cosa aspettate?!

Yvaine

domenica 3 luglio 2016

Tag: La vita segreta di una bookblogger

Buona domenica, Lettori!

Innanzi tutto mi devo scusare per essere sparita all'improvviso, ma purtroppo problemi familiari mi hanno tenuta lontano dal web e da qualsiasi apparecchio tecnologico. Riprendere la normale routine non mi sarà facile, ma prima mi attivo meglio è.
Detto questo, veniamo a noi!

Ormai un po' di tempo fa Ely del blog Il Regno dei Libri mi ha nominata per il tag "La vita segreta di una bookblogger". Pronti per le domande?





1. Da quanto tempo sei nella blogosfera?

Da troppo tempo. Dal lontano dicembre 2010. Sembra passata un'eternità, ed effettivamente è così, anche se in questo arco di tempo ho avuto parecchie pause, purtroppo.

2. Quando pensi di "ritirarti"?
Ecco, questa è una brutta domanda XD
Come dicevo sopra, purtroppo ho abbandonato spesso questo blog, fondamentalmente sempre per lo stesso motivo: la scuola, poi l'università. L'anno scorso avevo deciso di riprenderlo dopo più di un anno di inattività, ma un po' perché per un periodo non ho avuto internet e non sono riuscita a preparare i post causa trasloco, un po' per la sessione d'esami e un po' per motivi personali, sono arrivata a prendere un'altra pausa, durata fino a un mese fa.
Quindi spero proprio di non dovermi ritirare più e in ogni caso sparirò dalla scena quando sentirò che non avrò più niente da dire, ma siccome sono una gran chiacchierona questo non accadrà mai =P

3. Qual è l'aspetto migliore dell'avere un blog?
Quello che mi ha sempre spinto a tenere vivo Il Pozzo dei Sussurri: la gente meravigliosa che ho conosciuto grazie a questo angolino. Blogger, lettori, autori... con alcuni ho stretto una profonda amicizia e riesco a vederli periodicamente, altri li sento spesso, con altri ancora solo qualche chiacchiera quando capita, ma ognuno di loro mi ha dato qualcosa e voglio continuare a coltivare questi rapporti anche se un domani questo posto non dovesse esistere più. La cosa più bella è trovare persone con cui condividere le proprie passioni e sono tornata proprio per questo: voglio conoscere altre persone meravigliose. Perciò fatevi avanti, che voglio fare la vostra conoscenza! :3

4. Qual è l'aspetto peggiore di avere un blog?
Sicuramente è quando metti passione nel scrivere post che per te sono importanti e vedere che non li commenta nessuno. Non è tanto per i commenti in sé, per potersene vantare, ma capita quando teniamo davvero a un argomento, a una recensione, o qualsiasi altra cosa che ci piace tanto e vedere che non c'è nessuno con cui parlarne.
E' un'attività che si fa innanzi tutto per se stessi, ma i blog sono anche  luoghi di condivisione, discussione e confronto, per questo a volte è frustrante vederlo così vuoto.

5. Un bookblogger che adori?
Ce ne sono molti di cui sono rimasta una fedele appassionata, non me la sento di nominarne uno solo, perciò via con l'elenco: Reina de Il Portale Segreto, Mirial che gestisce sia L'Albero delle Mele che Sogni di Carta, di le Belle de La Bella e il Cavaliere, Ilenia e il suo blog Libri di Cristallo, Simo de La Biblionauta. Da quando sono tornata, poi, ho avuto modo di conoscere altri angolini davvero interessanti!

6. Con quale blog ti piacerebbe collaborare?
Uhm, diciamo che mi piace collaborare con gli altri perché questo permette di conoscere nuove persone e di stringere nuove amicizie. Quindi se siete interessati io sono disponibile! Se però devo tirare fuori un nome... direi Ilenia del blog Libri di Cristallo. Abbiamo parlato qualche volta, ci commentiamo spesso, ma non abbiamo mai partecipato insieme a nessuna iniziativa. Bisogna rimediare ;)

7. Cosa ne pensi della comunità dei blog letterari?
Questa è una domanda spinosa. Sinceramente, a causa della mia lunga assenza, sono rimasta fuori dal giro dei blogger e quindi la mia opinione può essere solo da esterna. Devo dire che nel corso di sei anni di attività (almeno da lettrice) mi è sembrato che ci sia stata un'omologazione nei contenuti: prima i blog mi sembravano più vari, ma soprattutto dopo le massicce collaborazioni con le case editrici, ho cominciato a riscontrare una certa monotonia, si parla dei soliti libri, soliti post farciti di anteprime...

8. Qual è il tuo segreto per avere un blog di successo?
Nessuno, perché il mio non è un blog di successo e con tutta probabilità sono la blogger più inaffidabile che ci sia XD
Davvero, non so rispondere a questa domanda perché io per prima ho cercato molte volte la risposta e non l'ho ancora trovata. C'è chi mi ha consigliato di scrivere spesso, chi mi ha suggerito invece di non riempire troppo il blog... insomma, non lo so. Anche la lunghezza degli articoli ha molta influenza, però ci sono anche blogger che pubblicano post o video infiniti eppure vengono seguiti ugualmente. E' una questione di contenuti, di personalità? Ancora una volta non lo so. Sicuramente sono cose che influiscono. Non seguire le mode è a suo modo uno svantaggio, ma alla fine il blog l'ho aperto prima di tutto per me stessa, per parlare delle mie passioni e non di cosa potrebbe piacere agli altri.

E... niente, finisce qui! Se non avete ancora fatto questo tag siete tutti invitati a farlo, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e quali sono le vostre risposte :)

Yvaine

martedì 14 giugno 2016

#SEMEPI: Intervista all'Editrice Annalisa, Panesi Edizioni


Buongiorno Lettori!
Oggi sul Pozzo ospitiamo di nuovo l'iniziativa di #SEMEPI, che consiste nel sostenere le piccole case editrici... intervistando direttamente gli editori!
Ve ne ho parlato QUI e potete trovate maggiori informazioni cliccando sull'immagine in alto nella colonna di sinistra.
Vediamo quale Casa Editrice conosceremo oggi!



La Casa Editrice
Panesi Edizioni nasce a maggio 2014 con il nome di Kymaera Edizioni. Il nome è cambiato, ma non lo spirito con cui è nata. Spirito che si ritrova nel suo logo, in quel serpente che si morde la coda in un circolo continuo che riporta a sé e all’infinito.
Panesi Edizioni è una nuova casa editrice genovese che opera nel digitale, con un occhio di riguardo ai grandi nomi che hanno reso possibile tutto questo (siamo lettori, prima di tutto).
Panesi Edizioni è una casa editrice che punta fortemente sui giovani talenti, cuore pulsante di ciò che verrà.
Panesi Edizioni è una casa editrice che riposa su valori consolidati, come l’arte, la cultura e la bellezza, e crede, nel suo piccolo, di poterne creare altri.
Panesi Edizioni è un service editoriale e digitale per tutti coloro che vogliano abbandonare la paura del nuovo, mantenendo saldi i principi di qualità, e aprire le porte alle potenzialità dell’e-book reading.
Panesi Edizioni, attraverso le sue teste pensanti, Annalisa e Giulia (sì, sì, vabbé, c'è anche Daniele) non vede i libri come merce, ma come figli da crescere o genitori da accurdire.
Panesi Edizioni, è uno dei possibili passati, ai quali si riallaccia con tre nuove armi: passione, qualità e professionalità.
Panesi Edizioni è uno dei possibili futuri, e vuole portare con sé, in questo viaggio, tutti coloro che credono ancora nella forza e nella bellezza della scrittura.

CONTATTI UTILISito: Panesi Edizioni
Pagina Facebook: Panesi Edizioni
E-mail: info@panesiedizioni.it
Curiosità: sul sito c'è una sezione dedicata a Corsi di formazione, cliccate QUI per saperne di più!

Diamo il benvenuto a Annalisa, l'editrice di Panesi Edizioni!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?La casa editrice prende semplicemente il mio nome, è una mia creatura e in quanto tale si identifica in tutto e per tutto in me. Il logo, a cura della bravissima Ilaria Leopoldo, rappresenta il serpente che si morde la coda in un circolo continuo che riporta a sé e all’infinito, così come l’Arte deve riportare a se stessa così come aprirsi al mondo.
Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?Prima di tutto siamo lettori, lettori onnivori, e in quanto tali non abbiamo voluto limitare le nostre pubblicazioni ad uno o pochi generi. Da settembre attueremo una modifica radicale delle nostre collane, ma gli unici generi di cui non ci occuperemo più saranno la poesia e la saggistica, eccetto testi riconducibili alle nostre tradizioni liguri, a cui teniamo particolarmente.
Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta?Al momento l’unico autore straniero è stato Luca Bortone, scrittore di thriller davvero in gamba. Ma è, per noi, un “falso straniero”, in quanto ticinese di lingua italiana. Al di là di Luca, abbiamo pubblicato due traduzioni in italiano di classici della letteratura, su proposta delle stesse traduttrici: “Storie di numeri di tanto tempo fa” di D.E. Smith a cura di Anna Cascone e “Le anime bianche” di F.H. Burnett a cura di Annarita Tranfici, la primissima traduzione italiana di questo testo poco conosciuto dell’autrice inglese.
Pubblicate cartacei o ebook?La nostra è una casa editrice principalmente digitale, strada su cui puntiamo e in cui crediamo molto. Stampiamo occasionalmente alcuni cartacei in caso di presentazioni o fiere.
Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro?Dipende molto dal genere di libro, cerchiamo innanzitutto di mettere in primo piano l’autore, presentandolo e facendolo conoscere ai lettori. Dopodiché, per la promozione del testo cerchiamo di dare risalto ai suoi punti forti, a ciò che lo caratterizza all’interno di un dato genere ma anche all’originalità che porta in sé.
Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?Essendo digitali, i nostri libri sono distribuiti in lungo e in largo in tutte le librerie online, italiane e non.
Siamo già giunti all'ultima domanda! Prima di salutarci un'ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?Credo che ogni casa editrice richieda, giustamente, propri requisiti. A noi il testo deve colpire fin da subito come un fulmine a ciel sereno, deve tenerci attaccati allo schermo fino alla fine, con la voglia di “vedere come finisce”. E questo si raggiunge sia attraverso una storia interessante e ben organizzata, sia attraverso una scrittura il più pulita possibile, o almeno curata: i refusi scappano a tutti (pure a noi!), ma presentare un testo ad un editore ricco di errori non è proprio consigliabile!

Grazie mille a Annalisa per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità!


Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della Panesi Edizioni.
Mi raccomando, passate a trovarci!


Yvaine

martedì 7 giugno 2016

#SEMEPI: Intervista all'Editore Ivan Alemanno, Watson Edizioni

Benvenuti, Lettori!
Oggi sul Pozzo ospitiamo di nuovo l'iniziativa di #SEMEPI, che consiste nel sostenere le piccole case editrici... intervistando direttamente gli editori!
Ve ne ho parlato QUI e potete trovate maggiori informazioni cliccando sull'immagine in alto nella colonna di sinistra.
Vediamo quale Casa Editrice conosceremo oggi, scoprendone la storia!



La Casa Editrice
Watson edizioni nasce nel 2009. La narrativa è un sentiero nel quale la maggior parte degli esseri umani tenta prima o poi di cimentarsi, cercando successo o semplicemente una piccola soddisfazione personale. In questo ambito si dipana la ricerca di nuovi e già noti autori che vogliano affidare alle nostre mani un loro testo. La casa editrice offre a tutti la possibilità di entrare nel mondo dell'editoria, purché il libro risulti interessante, ben articolato e soprattutto valido nel contesto. Evitiamo di lavorare le raccolte di barzellette, le autobiografie dell'ultimo attore "nato", le stupidità che riempiono spesso senza senso gli scaffali delle librerie. Avventura, amore, tragedia, thriller, horror, finanche i fumetti sono il nostro pane quotidiano; parole che unite tra loro generano sensazioni, immagini, suoni, viaggi infiniti nella fantasia della nostra mente. Chi siamo continua... ma lo scriverete voi!

CONTATTI UTILISito: Watson Edizioni
Pagina Facebook: Watson Edizioni
E-mail: watsonedizioni@gmail.com
Curiosità: sul sito si parla anche di un Laboratorio di scrittura! Cliccate QUI per andare direttamente alla pagina.


Diamo il benvenuto a Ivan Alemanno, l'editore della Watson Edizioni!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?
A domanda semplice propongo risposta semplice, anzi Elementare! Premesso che le avventure di Sherlock Holmes sono tra le mie letture preferite, il motivo della scelta del nome Watson è legato alla funzione che quest'ultimo svolge nelle vicende di Conan Doyle: il narratore. Nel momento in cui veniva alla luce la casa editrice, questo ruolo sembrava essere il più adatto a rappresentare la mia idea. L'identità grafica ha preso forma grazie a due simboli: il primo rappresentato da un timbro riportante il nome Watson, l'altro (nella nuova versione) da un uomo, con bastone, in movimento su una roccia che sembra fluttuare. In quest'immagine abbiamo racchiuso alcune caratteristiche del personaggio originale e aggiunto altri dettagli che lo contraddistinguono. Due scelte diverse, ognuna con la propria funzionalità.
Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?
La linea editoriale segue la voglia di pubblicare qualunque genere narrativo. In ogni caso è basata sulla sperimentazione, per meglio dire ci piace non porre limiti alla fantasia degli autori. I generi che prediligiamo sono il thriller, il fantasy e la fantascienza, l'horror, con tutte le loro sfaccettature. Ma, ripeto, ogni libro ha una storia e se ha valore allora merita di essere pubblicata.
Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta? 
Nessun pensiero nazionalistico, è mia precisa intenzione valorizzare quel che abbiamo vicino, a due passi da casa. L’esterofilia non rientra, per il momento, nel piano di sviluppo della casa editrice, anzi basiamo tutto sulla ricerca di artisti italiani della penna o appassionati di scrittura che possano crescere insieme a noi e formarsi nel giusto modo. Il 2017 è ancora da definire. Vedremo se aggiungere anche qualche ospite straniero. 
Pubblicate cartacei o ebook?
Pubblichiamo libri cartacei che poi trasformiamo anche in digitale per permettere a tutti di scegliere l'una, l'altra o entrambe le possibilità di fruizione. 
Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro? 
Per la pubblicazione prestiamo la massima attenzione all'editing del testo, affinché questo risulti coerente e funzionale con il genere cui appartiene, passiamo poi alla copertina che rappresenta, probabilmente, il 50 percento della scelta nell'acquisto fatto da una persona qualunque. Le copertine sono elaborate da artisti del disegno e studiate nel minimo dettaglio, un lavoro importante al quale tengo tantissimo. Sono felicissimo di aver avuto Paolo Barbieri (autore delle copertine Mondadori) come realizzatore di due nostre cover.
La promozione dei libri avviene attraverso il web coinvolgendo un discreto numero di blogger e giornalisti, si passa poi a tastare il territorio minato delle librerie, dove trovare spazio per una presentazione è sempre più complicato e bisogna reinventarsi per avere successo. 
Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?
Ci auto distribuiamo seguendo uno schema sperimentato nel tempo. Utilizzare il servizio classico non serve perché lavora senza innovarsi e senza pensare a quali siano problemi e le necessità del mercato contemporaneo. Fino ad oggi ho calcolato di aver avuto oltre 260 librerie coinvolte nella distribuzione: un risultato che con le società di servizi non otterrei mai. 
Siamo già giunti all'ultima domanda! Prima di salutarci un'ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?
Una qualità indispensabile è saper dettare delle regole e perseguirle con tutte le proprie forze. Quello in cui credo maggiormente è poi l'energia del gruppo e del rapporto sano e genuino che si può instaurare tra tutti i collaboratori della casa editrice, autori compresi. Quest'ultimi, per poter entrare a far parte del gruppo, devono saper ascoltare, aver voglia di mettersi in gioco, definire degli obiettivi, avere la consapevolezza che scrivere è una capacità alla portata di tutti ma diventare scrittori richiede dedizione, pazienza, umiltà e tante altre qualità che si conquistano nel tempo.
Grazie mille a Ivan Alemanno per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità!
Grazie a voi e continuate a essere curiosi!
Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della Watson Edizioni.
Mi raccomando, passate a trovarci!


Yvaine

lunedì 6 giugno 2016

Recensione: "La principessa sbagliata" di Ester Trasforini

Buongiorno Lettori!
Oggi si comincia la settimana con una recensione di un bel libro! L'ho finito da una settimana e non vedevo l'ora di parlarvene, perciò non indugio oltre e vi lascio ai dettagli del libro e al mio parere :)


Titolo: La principessa sbagliata
Autore: Ester Trasforini
Pagine: 253
Editore: Gainsworth Publishing
Prezzo: 16.50 €
(sul sito dell'Editore lo trovate a 15 €)
Ebook: 3,99 €
Serie: Autoconclusivo (?)

Trama

Ci sono una torre, un drago e una principessa da salvare. Sembra l'inizio di una fiaba classica, ma quando la boscaiola Gemma, spinta dal desiderio di arricchirsi, decide di partire per liberare la figlia del re, tutto inizia a girare per il verso sbagliato. Armata di ascia e di una magia di dubbia utilità, Gemma giunge sulla montagna e mette in fuga il drago, ma finisce per ritrovarsi lei stessa fuggitiva in un'avventura dove niente è ciò che sembra, principessa compresa. Tra scontri , visioni, amore e uno zombi spaventapasseri, Gemma affronterà e scoprirà che il lieto fine, forse, va cercato oltre gli abiti che si indossano.




Se c'è una cosa che ho capito grazie a questo romanzo è che niente è come sembra, partendo proprio dal libro stesso.
La principessa sbagliata si presenta come una storia parodistica, che trova un modo intelligente per ride dei cliché, eppure non è il solo punto di forza del romanzo: man mano che si procede con la lettura si scopre che è molto di più.
Fin dalle primissime pagine troviamo la protagonista, Gemma, che occupa la scena con la sua personalità forte e decisa. Il nonno vorrebbe vederla sposata, ma si rassegna quando lei decide di partire per liberare la principessa, prigioniera da quattro lunghi anni, riconsegnarla al re e riscuotere la ricompensa che le spetta. 
Arriviamo così a conoscere questa principessa insolita, almeno quanto la sua salvatrice: nella torre in cui era rinchiusa ha avuto occasione di leggere molto, è intelligente, è allergica ai cliché, e la sua pacatezza ed educazione fanno da contrasto alla maleducazione e ai modi spicci di Gemma. 
«Di' le tue ultime preghiere, mostro, perché oggi è giunta la tua ora!»«Ecciù!»Gemma si voltò e vide che la principessa si era portata le mani al naso.«Sei raffreddata?» le chiese.«Oh, no, è la mia allergia ai cliché.»

Insieme affronteranno il viaggio di ritorno, passando attraverso luoghi infestati da ricordi e tante altre cose che non voglio togliervi il gusto di scoprire da voi.
Incontreranno Fiorenzo, uno zombi spaventapasseri brontolone, ma simpaticissimo e che saprà dare alle due giovani preziosi e saggi consigli.
Amerete così tanto tutti e tre che sarà difficile scegliere il vostro preferito, ve lo garantisco!
Il libro è disseminato di citazioni, che troviamo sia nei titoli dei capitoli, sia nei dialoghi e nelle azioni dei personaggi, sempre capaci di strapparti una risata. I riferimenti sono vari e sono in grado di soddisfare tutti: si passa dalle citazioni letterarie, a quelle dei film fino ad arrivare all'animazione giapponese. Insomma, cosa volete di più?
Ma, come dicevo all'inizio, questa storia ha da offrire più di una semplice e sana risata. Innanzi tutto nulla è lasciato al caso: tutto avrà una sua spiegazione, anche ciò a cui forse in un primo momento non avevate dato peso. 
Il romanzo pone l'accento anche su temi importanti, fornendo spunti per delle riflessioni: ridere dei cliché diventa quindi un modo per ribaltare i ruoli e ridefinirli, per far riflettere su chi si vuole essere e ciò che si vuole, per far capire l'importanza di prendere delle decisioni, ma anche delle conseguenze che esse possono avere.
La principessa sbagliata è una storia semplice, ma ad effetto, raccontata in uno stile fresco e senza fronzoli, ma sa ugualmente come toccare le corde giuste. L'autrice ha puntato molto sui dialoghi, che regnano nell'intero romanzo, rendendo la lettura spedita, incalzante, tralasciando un po' la parte descrittiva. Questa forse è l'unica pecca che posso riconoscere a Ester: il libro è bello così com'è, ma ammetto di aver sentito un po' la mancanza di qualche descrizione più approfondita.
Eppure niente mi impedirà di promuovere a pienissimi voti l'autrice e il suo libro d'esordio, è un voto di pancia e di cuore.
Di più non posso dirvi, perché il rischio di farvi spoiler raggiunge livelli illegali, ma per chiunque voglia parlarne in privato sono disponibile a fangirlare insieme a voi.
Tornando a noi... compratelo, abbiate fiducia in Ester Trasforini, nel suo romanzo e nella Casa Editrice, sono sicura che saprà conquistarvi.
Io nel frattempo mi siedo e aspetto con calma il secondo libro. Lo voglio. Lo pretendo, lo esigo!


Cosa ne pensate? C'è qualcuno che l'ha letto?

Yvaine

venerdì 3 giugno 2016

Il triangolo no, non l'avevo considerato! La breve storia triste della Friendzone

Buongiorno amici del Pozzo dei Sussurri!
Oggi, come potete intuire dal titolo, si parla di triangoli amorosi.
NB.: in questo post, per forza di cose, generalizzerò. Parlerò secondo la mia esperienza da lettrice, ben consapevole che ci sono sicuramente delle realtà che non conosco. Non sono scesa nei particolari a citare libri perché avrei rischiato di fare spoiler.



Ci sto riflettendo da un po', evidentemente non ho niente di meglio da fare, e sono giunta alla mia personale conclusione.
Ammetto di aver incontrato pochi libri che abbiano questa struttura, ma sulla base di quelli che ho letto posso affermare che come escamotage letterario non mi piace.
Partiamo proprio dalla mia esperienza.
Leggendo due trilogie ho notato che, nel primo libro di entrambe, avevo gli occhi a cuoricino per quello che chiaramente sarebbe stato l'Eletto. Nel secondo libro, però, passata la fase ormonale, mi sono ritrovata ad essere affascinata dal povero Scartato. 
Perché?
La risposta può essere data da più punti di vista:


  1. La protagonista di solito, se il triangolo non ha solide basi, si innamora dell'Eletto per un colpo di fulmine, per qualcosa di simile o... "perché è bono da morì!" [cit. Robin Hood. Un uomo in calzamaglia]
  2. La protagonista e lo Scartato si conoscono già da prima, magari sono anche amici e c'è una base un po' più solida per far nascere una relazione.
  3. Lo Scartato è un badboy e noi lettrici sempre a volte subiamo il fascino di questi ragazzacci. 
  4. Infine perché la friendzone fa paura a tutti e non possiamo non piangere la caduta di un nobile e valoroso Scartato.
L'amore tra la protagonista e l'Eletto, spesso, è quasi totalmente infondato. In un primo momento, presa dalla foga e dal delirio dei sensi, lo condividi e credi di amare alla follia quel personaggio, ma passata la tempesta ormonale, ti chiedi: "Ma perché? Chi sei tu? Che vuoi?"
Ora, con questo non voglio dire che si debba sempre dare una spiegazione a tutto, soprattutto ai sentimenti, visto che la razionalità in questo campo è fuorigioco. Però ho la sensazione che gli Scartati siano caratterizzati meglio degli Eletti, che abbiano uno spessore psicologico, una personalità che i rivali non dimostrano. Forse perché gli Eletti hanno la vittoria già in tasca e non hanno da temere la friendzone, mentre gli Scartati lottano fino all'ultimo per usurpare il Trono di Spade dell'Ammore?  

Riapriamo vecchie ferite!
Sempre basandomi sulle mie letture, trovo che il rapporto con lo Scartato venga alla luce più di quello con l'Eletto, che sia più maturo e meno fiabesco. Insomma, sa meno di cotta adolescenziale.
D'altra parte capisco che l'idea del triangolo amoroso è per portare avanti la trama, per creare un ostacolo, ma riguardo a questo aspetto penso che si possano trovare altri modi per rendere la vita difficile a due innamorati, e comunque sia la vita di coppia ha già i suoi problemi senza che ci si infili il terzo incomodo. Anche perché nel caso in cui la protagonista arrivasse a cedere alle attenzioni del Futuro Scartato (solitamente parte riservata al secondo libro), vuol dire che l'amore che nutre per l'Eletto non è così forte, no? 
Mi rendo conto anche che, probabilmente, non riuscirei a rimproverare l'autrice per la scelta dell'Eletto: certi libri si capiscono già dal primo sguardo e sai che sono stati scritti per finire in quella maniera; se pensassi di cambiare il finale è come se snaturassi qualcosa. Eppure sono convinta che i finali alternativi abbiano da dire molto di più. Chissà, magari dopo la fine del libro la protagonista, passata la fase della pubertà e riacquisito il controllo della propria mente, finirebbe per scaricare l'Eletto u.u
Forse i triangoli amorosi funzionano tanto perché ci fa sentire un po' contese da due baldi giovani, alimentano la nostra parte più civettuola? Mah, non sono ancora convinta.
La cosa veramente odiosa in tutto questo è anche l'atteggiamento che la protagonista può avere nei confronti della questione, ma questa è un'altra storia.

Voi che ne pensate? Fate parte del Team Eletto o del Team Scartato?

Yvaine

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