martedì 14 giugno 2016

#SEMEPI: Intervista all'Editrice Annalisa, Panesi Edizioni


Buongiorno Lettori!
Oggi sul Pozzo ospitiamo di nuovo l'iniziativa di #SEMEPI, che consiste nel sostenere le piccole case editrici... intervistando direttamente gli editori!
Ve ne ho parlato QUI e potete trovate maggiori informazioni cliccando sull'immagine in alto nella colonna di sinistra.
Vediamo quale Casa Editrice conosceremo oggi!



La Casa Editrice
Panesi Edizioni nasce a maggio 2014 con il nome di Kymaera Edizioni. Il nome è cambiato, ma non lo spirito con cui è nata. Spirito che si ritrova nel suo logo, in quel serpente che si morde la coda in un circolo continuo che riporta a sé e all’infinito.
Panesi Edizioni è una nuova casa editrice genovese che opera nel digitale, con un occhio di riguardo ai grandi nomi che hanno reso possibile tutto questo (siamo lettori, prima di tutto).
Panesi Edizioni è una casa editrice che punta fortemente sui giovani talenti, cuore pulsante di ciò che verrà.
Panesi Edizioni è una casa editrice che riposa su valori consolidati, come l’arte, la cultura e la bellezza, e crede, nel suo piccolo, di poterne creare altri.
Panesi Edizioni è un service editoriale e digitale per tutti coloro che vogliano abbandonare la paura del nuovo, mantenendo saldi i principi di qualità, e aprire le porte alle potenzialità dell’e-book reading.
Panesi Edizioni, attraverso le sue teste pensanti, Annalisa e Giulia (sì, sì, vabbé, c'è anche Daniele) non vede i libri come merce, ma come figli da crescere o genitori da accurdire.
Panesi Edizioni, è uno dei possibili passati, ai quali si riallaccia con tre nuove armi: passione, qualità e professionalità.
Panesi Edizioni è uno dei possibili futuri, e vuole portare con sé, in questo viaggio, tutti coloro che credono ancora nella forza e nella bellezza della scrittura.

CONTATTI UTILISito: Panesi Edizioni
Pagina Facebook: Panesi Edizioni
E-mail: info@panesiedizioni.it
Curiosità: sul sito c'è una sezione dedicata a Corsi di formazione, cliccate QUI per saperne di più!

Diamo il benvenuto a Annalisa, l'editrice di Panesi Edizioni!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?La casa editrice prende semplicemente il mio nome, è una mia creatura e in quanto tale si identifica in tutto e per tutto in me. Il logo, a cura della bravissima Ilaria Leopoldo, rappresenta il serpente che si morde la coda in un circolo continuo che riporta a sé e all’infinito, così come l’Arte deve riportare a se stessa così come aprirsi al mondo.
Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?Prima di tutto siamo lettori, lettori onnivori, e in quanto tali non abbiamo voluto limitare le nostre pubblicazioni ad uno o pochi generi. Da settembre attueremo una modifica radicale delle nostre collane, ma gli unici generi di cui non ci occuperemo più saranno la poesia e la saggistica, eccetto testi riconducibili alle nostre tradizioni liguri, a cui teniamo particolarmente.
Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta?Al momento l’unico autore straniero è stato Luca Bortone, scrittore di thriller davvero in gamba. Ma è, per noi, un “falso straniero”, in quanto ticinese di lingua italiana. Al di là di Luca, abbiamo pubblicato due traduzioni in italiano di classici della letteratura, su proposta delle stesse traduttrici: “Storie di numeri di tanto tempo fa” di D.E. Smith a cura di Anna Cascone e “Le anime bianche” di F.H. Burnett a cura di Annarita Tranfici, la primissima traduzione italiana di questo testo poco conosciuto dell’autrice inglese.
Pubblicate cartacei o ebook?La nostra è una casa editrice principalmente digitale, strada su cui puntiamo e in cui crediamo molto. Stampiamo occasionalmente alcuni cartacei in caso di presentazioni o fiere.
Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro?Dipende molto dal genere di libro, cerchiamo innanzitutto di mettere in primo piano l’autore, presentandolo e facendolo conoscere ai lettori. Dopodiché, per la promozione del testo cerchiamo di dare risalto ai suoi punti forti, a ciò che lo caratterizza all’interno di un dato genere ma anche all’originalità che porta in sé.
Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?Essendo digitali, i nostri libri sono distribuiti in lungo e in largo in tutte le librerie online, italiane e non.
Siamo già giunti all'ultima domanda! Prima di salutarci un'ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?Credo che ogni casa editrice richieda, giustamente, propri requisiti. A noi il testo deve colpire fin da subito come un fulmine a ciel sereno, deve tenerci attaccati allo schermo fino alla fine, con la voglia di “vedere come finisce”. E questo si raggiunge sia attraverso una storia interessante e ben organizzata, sia attraverso una scrittura il più pulita possibile, o almeno curata: i refusi scappano a tutti (pure a noi!), ma presentare un testo ad un editore ricco di errori non è proprio consigliabile!

Grazie mille a Annalisa per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità!


Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della Panesi Edizioni.
Mi raccomando, passate a trovarci!


Yvaine

martedì 7 giugno 2016

#SEMEPI: Intervista all'Editore Ivan Alemanno, Watson Edizioni

Benvenuti, Lettori!
Oggi sul Pozzo ospitiamo di nuovo l'iniziativa di #SEMEPI, che consiste nel sostenere le piccole case editrici... intervistando direttamente gli editori!
Ve ne ho parlato QUI e potete trovate maggiori informazioni cliccando sull'immagine in alto nella colonna di sinistra.
Vediamo quale Casa Editrice conosceremo oggi, scoprendone la storia!



La Casa Editrice
Watson edizioni nasce nel 2009. La narrativa è un sentiero nel quale la maggior parte degli esseri umani tenta prima o poi di cimentarsi, cercando successo o semplicemente una piccola soddisfazione personale. In questo ambito si dipana la ricerca di nuovi e già noti autori che vogliano affidare alle nostre mani un loro testo. La casa editrice offre a tutti la possibilità di entrare nel mondo dell'editoria, purché il libro risulti interessante, ben articolato e soprattutto valido nel contesto. Evitiamo di lavorare le raccolte di barzellette, le autobiografie dell'ultimo attore "nato", le stupidità che riempiono spesso senza senso gli scaffali delle librerie. Avventura, amore, tragedia, thriller, horror, finanche i fumetti sono il nostro pane quotidiano; parole che unite tra loro generano sensazioni, immagini, suoni, viaggi infiniti nella fantasia della nostra mente. Chi siamo continua... ma lo scriverete voi!

CONTATTI UTILISito: Watson Edizioni
Pagina Facebook: Watson Edizioni
E-mail: watsonedizioni@gmail.com
Curiosità: sul sito si parla anche di un Laboratorio di scrittura! Cliccate QUI per andare direttamente alla pagina.


Diamo il benvenuto a Ivan Alemanno, l'editore della Watson Edizioni!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?
A domanda semplice propongo risposta semplice, anzi Elementare! Premesso che le avventure di Sherlock Holmes sono tra le mie letture preferite, il motivo della scelta del nome Watson è legato alla funzione che quest'ultimo svolge nelle vicende di Conan Doyle: il narratore. Nel momento in cui veniva alla luce la casa editrice, questo ruolo sembrava essere il più adatto a rappresentare la mia idea. L'identità grafica ha preso forma grazie a due simboli: il primo rappresentato da un timbro riportante il nome Watson, l'altro (nella nuova versione) da un uomo, con bastone, in movimento su una roccia che sembra fluttuare. In quest'immagine abbiamo racchiuso alcune caratteristiche del personaggio originale e aggiunto altri dettagli che lo contraddistinguono. Due scelte diverse, ognuna con la propria funzionalità.
Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?
La linea editoriale segue la voglia di pubblicare qualunque genere narrativo. In ogni caso è basata sulla sperimentazione, per meglio dire ci piace non porre limiti alla fantasia degli autori. I generi che prediligiamo sono il thriller, il fantasy e la fantascienza, l'horror, con tutte le loro sfaccettature. Ma, ripeto, ogni libro ha una storia e se ha valore allora merita di essere pubblicata.
Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta? 
Nessun pensiero nazionalistico, è mia precisa intenzione valorizzare quel che abbiamo vicino, a due passi da casa. L’esterofilia non rientra, per il momento, nel piano di sviluppo della casa editrice, anzi basiamo tutto sulla ricerca di artisti italiani della penna o appassionati di scrittura che possano crescere insieme a noi e formarsi nel giusto modo. Il 2017 è ancora da definire. Vedremo se aggiungere anche qualche ospite straniero. 
Pubblicate cartacei o ebook?
Pubblichiamo libri cartacei che poi trasformiamo anche in digitale per permettere a tutti di scegliere l'una, l'altra o entrambe le possibilità di fruizione. 
Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro? 
Per la pubblicazione prestiamo la massima attenzione all'editing del testo, affinché questo risulti coerente e funzionale con il genere cui appartiene, passiamo poi alla copertina che rappresenta, probabilmente, il 50 percento della scelta nell'acquisto fatto da una persona qualunque. Le copertine sono elaborate da artisti del disegno e studiate nel minimo dettaglio, un lavoro importante al quale tengo tantissimo. Sono felicissimo di aver avuto Paolo Barbieri (autore delle copertine Mondadori) come realizzatore di due nostre cover.
La promozione dei libri avviene attraverso il web coinvolgendo un discreto numero di blogger e giornalisti, si passa poi a tastare il territorio minato delle librerie, dove trovare spazio per una presentazione è sempre più complicato e bisogna reinventarsi per avere successo. 
Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?
Ci auto distribuiamo seguendo uno schema sperimentato nel tempo. Utilizzare il servizio classico non serve perché lavora senza innovarsi e senza pensare a quali siano problemi e le necessità del mercato contemporaneo. Fino ad oggi ho calcolato di aver avuto oltre 260 librerie coinvolte nella distribuzione: un risultato che con le società di servizi non otterrei mai. 
Siamo già giunti all'ultima domanda! Prima di salutarci un'ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?
Una qualità indispensabile è saper dettare delle regole e perseguirle con tutte le proprie forze. Quello in cui credo maggiormente è poi l'energia del gruppo e del rapporto sano e genuino che si può instaurare tra tutti i collaboratori della casa editrice, autori compresi. Quest'ultimi, per poter entrare a far parte del gruppo, devono saper ascoltare, aver voglia di mettersi in gioco, definire degli obiettivi, avere la consapevolezza che scrivere è una capacità alla portata di tutti ma diventare scrittori richiede dedizione, pazienza, umiltà e tante altre qualità che si conquistano nel tempo.
Grazie mille a Ivan Alemanno per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità!
Grazie a voi e continuate a essere curiosi!
Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della Watson Edizioni.
Mi raccomando, passate a trovarci!


Yvaine

lunedì 6 giugno 2016

Recensione: "La principessa sbagliata" di Ester Trasforini

Buongiorno Lettori!
Oggi si comincia la settimana con una recensione di un bel libro! L'ho finito da una settimana e non vedevo l'ora di parlarvene, perciò non indugio oltre e vi lascio ai dettagli del libro e al mio parere :)


Titolo: La principessa sbagliata
Autore: Ester Trasforini
Pagine: 253
Editore: Gainsworth Publishing
Prezzo: 16.50 €
(sul sito dell'Editore lo trovate a 15 €)
Ebook: 3,99 €
Serie: Autoconclusivo (?)

Trama

Ci sono una torre, un drago e una principessa da salvare. Sembra l'inizio di una fiaba classica, ma quando la boscaiola Gemma, spinta dal desiderio di arricchirsi, decide di partire per liberare la figlia del re, tutto inizia a girare per il verso sbagliato. Armata di ascia e di una magia di dubbia utilità, Gemma giunge sulla montagna e mette in fuga il drago, ma finisce per ritrovarsi lei stessa fuggitiva in un'avventura dove niente è ciò che sembra, principessa compresa. Tra scontri , visioni, amore e uno zombi spaventapasseri, Gemma affronterà e scoprirà che il lieto fine, forse, va cercato oltre gli abiti che si indossano.




Se c'è una cosa che ho capito grazie a questo romanzo è che niente è come sembra, partendo proprio dal libro stesso.
La principessa sbagliata si presenta come una storia parodistica, che trova un modo intelligente per ride dei cliché, eppure non è il solo punto di forza del romanzo: man mano che si procede con la lettura si scopre che è molto di più.
Fin dalle primissime pagine troviamo la protagonista, Gemma, che occupa la scena con la sua personalità forte e decisa. Il nonno vorrebbe vederla sposata, ma si rassegna quando lei decide di partire per liberare la principessa, prigioniera da quattro lunghi anni, riconsegnarla al re e riscuotere la ricompensa che le spetta. 
Arriviamo così a conoscere questa principessa insolita, almeno quanto la sua salvatrice: nella torre in cui era rinchiusa ha avuto occasione di leggere molto, è intelligente, è allergica ai cliché, e la sua pacatezza ed educazione fanno da contrasto alla maleducazione e ai modi spicci di Gemma. 
«Di' le tue ultime preghiere, mostro, perché oggi è giunta la tua ora!»«Ecciù!»Gemma si voltò e vide che la principessa si era portata le mani al naso.«Sei raffreddata?» le chiese.«Oh, no, è la mia allergia ai cliché.»

Insieme affronteranno il viaggio di ritorno, passando attraverso luoghi infestati da ricordi e tante altre cose che non voglio togliervi il gusto di scoprire da voi.
Incontreranno Fiorenzo, uno zombi spaventapasseri brontolone, ma simpaticissimo e che saprà dare alle due giovani preziosi e saggi consigli.
Amerete così tanto tutti e tre che sarà difficile scegliere il vostro preferito, ve lo garantisco!
Il libro è disseminato di citazioni, che troviamo sia nei titoli dei capitoli, sia nei dialoghi e nelle azioni dei personaggi, sempre capaci di strapparti una risata. I riferimenti sono vari e sono in grado di soddisfare tutti: si passa dalle citazioni letterarie, a quelle dei film fino ad arrivare all'animazione giapponese. Insomma, cosa volete di più?
Ma, come dicevo all'inizio, questa storia ha da offrire più di una semplice e sana risata. Innanzi tutto nulla è lasciato al caso: tutto avrà una sua spiegazione, anche ciò a cui forse in un primo momento non avevate dato peso. 
Il romanzo pone l'accento anche su temi importanti, fornendo spunti per delle riflessioni: ridere dei cliché diventa quindi un modo per ribaltare i ruoli e ridefinirli, per far riflettere su chi si vuole essere e ciò che si vuole, per far capire l'importanza di prendere delle decisioni, ma anche delle conseguenze che esse possono avere.
La principessa sbagliata è una storia semplice, ma ad effetto, raccontata in uno stile fresco e senza fronzoli, ma sa ugualmente come toccare le corde giuste. L'autrice ha puntato molto sui dialoghi, che regnano nell'intero romanzo, rendendo la lettura spedita, incalzante, tralasciando un po' la parte descrittiva. Questa forse è l'unica pecca che posso riconoscere a Ester: il libro è bello così com'è, ma ammetto di aver sentito un po' la mancanza di qualche descrizione più approfondita.
Eppure niente mi impedirà di promuovere a pienissimi voti l'autrice e il suo libro d'esordio, è un voto di pancia e di cuore.
Di più non posso dirvi, perché il rischio di farvi spoiler raggiunge livelli illegali, ma per chiunque voglia parlarne in privato sono disponibile a fangirlare insieme a voi.
Tornando a noi... compratelo, abbiate fiducia in Ester Trasforini, nel suo romanzo e nella Casa Editrice, sono sicura che saprà conquistarvi.
Io nel frattempo mi siedo e aspetto con calma il secondo libro. Lo voglio. Lo pretendo, lo esigo!


Cosa ne pensate? C'è qualcuno che l'ha letto?

Yvaine

venerdì 3 giugno 2016

Il triangolo no, non l'avevo considerato! La breve storia triste della Friendzone

Buongiorno amici del Pozzo dei Sussurri!
Oggi, come potete intuire dal titolo, si parla di triangoli amorosi.
NB.: in questo post, per forza di cose, generalizzerò. Parlerò secondo la mia esperienza da lettrice, ben consapevole che ci sono sicuramente delle realtà che non conosco. Non sono scesa nei particolari a citare libri perché avrei rischiato di fare spoiler.



Ci sto riflettendo da un po', evidentemente non ho niente di meglio da fare, e sono giunta alla mia personale conclusione.
Ammetto di aver incontrato pochi libri che abbiano questa struttura, ma sulla base di quelli che ho letto posso affermare che come escamotage letterario non mi piace.
Partiamo proprio dalla mia esperienza.
Leggendo due trilogie ho notato che, nel primo libro di entrambe, avevo gli occhi a cuoricino per quello che chiaramente sarebbe stato l'Eletto. Nel secondo libro, però, passata la fase ormonale, mi sono ritrovata ad essere affascinata dal povero Scartato. 
Perché?
La risposta può essere data da più punti di vista:


  1. La protagonista di solito, se il triangolo non ha solide basi, si innamora dell'Eletto per un colpo di fulmine, per qualcosa di simile o... "perché è bono da morì!" [cit. Robin Hood. Un uomo in calzamaglia]
  2. La protagonista e lo Scartato si conoscono già da prima, magari sono anche amici e c'è una base un po' più solida per far nascere una relazione.
  3. Lo Scartato è un badboy e noi lettrici sempre a volte subiamo il fascino di questi ragazzacci. 
  4. Infine perché la friendzone fa paura a tutti e non possiamo non piangere la caduta di un nobile e valoroso Scartato.
L'amore tra la protagonista e l'Eletto, spesso, è quasi totalmente infondato. In un primo momento, presa dalla foga e dal delirio dei sensi, lo condividi e credi di amare alla follia quel personaggio, ma passata la tempesta ormonale, ti chiedi: "Ma perché? Chi sei tu? Che vuoi?"
Ora, con questo non voglio dire che si debba sempre dare una spiegazione a tutto, soprattutto ai sentimenti, visto che la razionalità in questo campo è fuorigioco. Però ho la sensazione che gli Scartati siano caratterizzati meglio degli Eletti, che abbiano uno spessore psicologico, una personalità che i rivali non dimostrano. Forse perché gli Eletti hanno la vittoria già in tasca e non hanno da temere la friendzone, mentre gli Scartati lottano fino all'ultimo per usurpare il Trono di Spade dell'Ammore?  

Riapriamo vecchie ferite!
Sempre basandomi sulle mie letture, trovo che il rapporto con lo Scartato venga alla luce più di quello con l'Eletto, che sia più maturo e meno fiabesco. Insomma, sa meno di cotta adolescenziale.
D'altra parte capisco che l'idea del triangolo amoroso è per portare avanti la trama, per creare un ostacolo, ma riguardo a questo aspetto penso che si possano trovare altri modi per rendere la vita difficile a due innamorati, e comunque sia la vita di coppia ha già i suoi problemi senza che ci si infili il terzo incomodo. Anche perché nel caso in cui la protagonista arrivasse a cedere alle attenzioni del Futuro Scartato (solitamente parte riservata al secondo libro), vuol dire che l'amore che nutre per l'Eletto non è così forte, no? 
Mi rendo conto anche che, probabilmente, non riuscirei a rimproverare l'autrice per la scelta dell'Eletto: certi libri si capiscono già dal primo sguardo e sai che sono stati scritti per finire in quella maniera; se pensassi di cambiare il finale è come se snaturassi qualcosa. Eppure sono convinta che i finali alternativi abbiano da dire molto di più. Chissà, magari dopo la fine del libro la protagonista, passata la fase della pubertà e riacquisito il controllo della propria mente, finirebbe per scaricare l'Eletto u.u
Forse i triangoli amorosi funzionano tanto perché ci fa sentire un po' contese da due baldi giovani, alimentano la nostra parte più civettuola? Mah, non sono ancora convinta.
La cosa veramente odiosa in tutto questo è anche l'atteggiamento che la protagonista può avere nei confronti della questione, ma questa è un'altra storia.

Voi che ne pensate? Fate parte del Team Eletto o del Team Scartato?

Yvaine

martedì 31 maggio 2016

#SEMEPI: Intervista all'editrice Giordana Gradara, Plesio Editore

Benvenuti, Lettori!
Oggi al Pozzo dei Sussurri c'è molta trepidazione. Sono così felice che non sto nella pelle di passare alla parte importante di questo post, ma due spiegazioni ve le devo dare.
Da circa una settimana ho avviato un'iniziativa di cui vi ho parlato QUI e di cui trovate maggiori informazioni cliccando sull'immagine in alto nella colonna di sinistra.
L'avrete comunque capito dal titolo dell'immagine: si tratta di sostenere le piccole case editrici... intervistando direttamente gli editori!
E' con immenso piacere che inauguro l'iniziativa con l'intervista a Giordana Gradara, editrice della Plesio Editore. Prima di lasciare la parola, però, conosciamo la storia di questa giovane Casa Editrice.

La Casa Editrice
Plesio Editore nasce nell'ottobre 2011 dalla passione di alcuni amanti del genere fantasy e della letteratura d’evasione. Dal desiderio di dimostrare che il fantastico è e vale molto più di quanto comunemente non si pensi.
Con i nostri libri vogliamo ottenere un prodotto eccellente, curato, amato in ogni fase di lavorazione. Un prodotto per la cui realizzazione non sono stati accettati compromessi, per il cui acquisto un cliente non debba mai dispiacersi. Un libro che sia il risultato dell’amore che lo scrittore ha impiegato nello scriverlo e della passione che l’editore ha provato nel lavorarci sopra.
Le nostre collane, AurendorSirioCucciosaruri ed ePlesio, vogliono diventare un faro per tutti gli appassionati di letteratura fantastica e noi lavoreremo affinché ciò avvenga.
Di quanto detto sopra, c’è una frase che ci preme sottolineare; la mancata accettazione di compromessi. Di nessun tipo. Plesio si schiererà con la buona letteratura e con i bravi autori (questo è il minimo), ma anche con la trasparenza, il rapporto umano, il lavoro duro, l’originalità e, soprattutto, il coraggio.
Ecco appunto; il coraggio. Non si può cambiare un mondo senza coraggio e quello dell’editoria non fa eccezione. Ne consegue la nostra scelta di essere noi i primi investitori dei libri che pubblicheremo.


CONTATTI UTILISito: Plesio Editore
Pagina Facebook: Plesio Editore
E-mail: info@plesioeditore.it
Curiosità: offrono servizi editoriali per chi cerca un aiuto per correggere il proprio manoscritto. Per gli interessati ecco il link: Servizi Editoriali


Ora diamo finalmente il benvenuto a Giordana Gradara, l'editrice di Plesio Editore!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?
Bene, questa la so!Scherzi a parte, cercavamo un nome che potesse riportare alla capacità di esplorare mondi diversi dal nostro. Inizialmente la lista era varia, c’era sì Plesio (da plesiosauro, la famiglia a cui si fa appartenere per convenzione Nessie, il famoso mostro di Lock Ness), ma anche Nautilus, Argo o Zaratan. Il greco a questo punto c’è venuto in aiuto. “Plesio” significa “vicino”. E così come il plesiosauro è vicino, ovvero simile, a un dinosauro senza esserlo… Plesio racconta storie vicine alla realtà, esplorandone il lato fantastico.
Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?
So anche questa. Ho quasi il dubbio di essermi preparata a dovere a questo punto!Ci occupiamo di fantastico, in particolare di fantasy e fantascienza, senza disdegnare nessuno dei sottogeneri a questi ascrivibili. Be’, in effetti era una risposta abbastanza facile.
Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta?
Al momento abbiamo pubblicato solo italiani, ma non è detto che in futuro le cose non possano cambiare. 
Pubblicate cartacei o ebook?
Entrambi. Di solito i nostri cartacei diventano ebook, ma abbiamo anche storie che nascono appositamente per il mercato digitale. Crediamo che ogni storia abbia un suo formato di riferimento.
Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro?
Ecco, questa è una domanda un po’ più complessa.Risponderò dilungandomi un po’, fingendo di sapere, come si faceva all’università con le domande più ostiche.Dunque, la pubblicazione dicevamo. I libri per essere pubblicati devono rispondere a tre criteri fondamentali più uno intrinseco.

1) Devono essere buoni libri,
2) Devono essere coerenti con le nostre collane,
3) Devono avere buone possibilità di essere ben accettati dal mercato.
Poi c’è il valore intrinseco della piacevolezza, che forse è il più importante di tutti. Dobbiamo esserci appassionati durante la sua lettura.La promozione, invece, è qualcosa di più complesso. Non esistono ricette magiche. Noi piccoli non possiamo contare su una distribuzione che garantisca la presenza immediata in tutte le librerie, quindi i canali tradizionali di pubblicità spesso non sono adatti a noi, perché se anche il lettore trovasse interessante la recensione letta sul tal quotidiano, senza trovare il libro fisicamente sugli scaffali difficilmente proverà a cercarlo. Il digitale supera questo scoglio solo in parte, perché se è vero che un file è immediatamente scaricabile da chiunque, è altrettanto vero che le prime pagine di ricerca e i libri più in evidenza sono sempre i soliti noti. Al momento crediamo che il modo migliore per farci conoscere sia parlare direttamente con i nostri lettori, ed è per questo che amiamo molto partecipare alle fiere di settore.
Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?
Siamo distribuiti a livello nazionale da Libro Co, che è partner FastBook.
Siamo già giunti all'ultima domanda! Prima di salutarci un'ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?
Penso che ogni editore abbia la sua qualità indispensabile. Noi crediamo particolarmente nel lavoro di squadra, per questo cerchiamo di coltivare positivamente il rapporto e la collaborazione con i nostri autori. La qualità che non vorrei mai Plesio perdesse, neanche a fronte di una crescita aziendale, è la capacità di creare rapporti sani e costruttivi con tutti i nostri autori e collaboratori. 
Grazie mille a Giordana per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità! 
Grazie a voi per avermi ospitato.

Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della Plesio Editore. Mi raccomando, passate a trovarci!

Yvaine

lunedì 30 maggio 2016

Recensione: "Albion. Ombre" di Bianca Marconero

Buon pomeriggio, Lettori!
Cominciamo la settimana con una recensione arretrata, ma di un libro bellissimo che dovete assolutamente leggere, insieme al primo della saga.
Oggi lo dedichiamo a Bianca Marconero e a Albion. Ombre!



Titolo: Albion. Ombre
Autore: Bianca Marconero
Pagine: 502
Editore: Limited Edition Books
Prezzo: 14.90 €
Serie: 01. Albion.
Spinoff: Diario di un'Assassina.
02. Albion Ombre
In corso

Marco Cinquedraghi e i suoi amici hanno scoperto di essere portatori di una peculiarità genetica che si fonda nella leggenda. Sono le nuove incarnazioni di Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Ma qual è il prezzo del loro privilegio? A cosa si deve rinunciare per guadagnarsi un destino già scritto? Marco preferisce non chiederselo. Saranno gli errori commessi e le bugie a trascinarlo in una spirale che lo obbligherà ad aprire gli occhi, mentre anche l'eredità di mago Merlino si risveglia e reclama il proprio tributo. Tra amicizie che si incrinano, amori condannati per le colpe del passato, l'ombra di una fata leggendaria e un'indagine su una morte sospetta che sembra portare a una tragica verità, i ragazzi dell'Albion College proseguono il loro cammino per diventare grandi. Ma capire cos'è la vera grandezza comporta un sacrificio che ognuno di loro dovrà affrontare da solo, per salvarsi.



Leggere Albion. Ombre è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio, muoversi con dimestichezza in un ambiente familiare, come se non si fosse trascorso un solo giorno lontano da lì. Il secondo capitolo della saga ha qualcosa in più rispetto al precedente. Gli equilibri e i rapporti faticosamente instaurati nel primo libro vengono messi a dura prova da segreti inconfessabili, incomprensioni e fraintendimenti, le tre parole-chiave di questo romanzo. 
Vengono messe a nudo le luci e le ombre (più o meno fitte) di ogni personaggio, senza esclusione di colpi, creando un cast di personalità e caratteri verosimili in tutto, da quelli già presentati nel primo volume, che vengono approfonditi, a quelli che compaiono per la prima volta: dal leale Lance, a Erek e il suo senso di giustizia e la voglia di aiutare il prossimo, a Helena e la sua insicurezza, all'enigmaticità di Morgana, a Niniane, appena accennata, ma dall’incredibile potenziale, a Deacon, che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, fino ad arrivare a Marco, il più vero e umano tra i protagonisti. 
Marco Cinquedraghi ha dimostrato di meritare la fiducia che avevo riposto in lui già dal primo libro. Un protagonista in costante crescita, un ragazzo che ha cominciato la scalata verso l'eredità di Re Artù, passando attraverso delusioni e tristezze, ma vincendo la più importante e rischiosa battaglia, quella con se stesso. Ed è impossibile non amarlo, perché tutti, chi più chi meno, ci riconosciamo negli errori di Marco che si affanna per cercare la propria strada. Marco non è un re nato, e il bello è proprio questo, vederlo crescere e poterlo accompagnare. 
La verità è che, grazie al vasto campionario di punti di vista forniti, si arriva ad amare la maggior parte dei personaggi, soprattutto per i loro difetti, mentre si arriva ad odiare i più meschini, ammirando comunque l’abilità di Bianca Marconero nel caratterizzarli psicologicamente. Quello che doveva essere il colpo di scena, per me si è rivelato una conferma dei sospetti che nutrivo già da metà libro circa. Questo non ha comunque pregiudicato la lettura, perché ero estremamente curiosa di sapere come l’autrice avrebbe trovato il modo di legare insieme tutti i tasselli del puzzle, cosa che ha realizzato senza deludere le mie aspettative. 
Il ritmo della narrazione procede incalzante, scandito da capitoli brevi, ma carichi di emozioni e di situazioni che lasciano il fiato sospeso, in una corsa verso un degno finale, senza cadute di attenzione. Il tutto modellato sull’inconfondibile stile di Bianca Marconero, una scrittura ironica, viva ed evocativa, capace di passare da descrizioni sublimi alla dinamicità dei dialoghi. 
In conclusione, un libro composto da parole e personaggi indimenticabili, da amare, per cui è un piacere struggersi il cuore. Una storia dal sapore antico, di una leggenda che, mischiandosi con gli elementi della modernità, prende forma e diventa reale.




Siete fan della saga anche voi?


Yvaine

sabato 28 maggio 2016

Penny: 3 anni di pelosità


Buongiorno Lettori! 
Finalmente arriva il weekend, ci si può riposare e si prende una pausa dal lavoro. Ma oggi per me e per mia sorella Mirial è una giornata ben più importante!

Ma quanti dispetti che ti facciamo?
Oggi è il compleanno della nostra micia, dispettosa, bipolare e affettuosa (quando vuole) Penny!
L'abbiamo introdotta clandestinamente in casa nostra, contro il volere dei nostri genitori, che in realtà non ne sapevano nulla xD
La commozione che ho provato quel giorno al vedere davanti a me un esserino impaurito, una piccola vita di cui da quel momento sarei stata responsabile, è quasi la stessa che provo oggi, guardandola ormai grande, essendo separate da molti chilometri e vivendo lei ormai a casa di mia sorella, contenta di averle dato un tetto sopra la testa, una famiglia e un po' di felicità. 
Penny, con la sua doppia personalità da coccolona e da assassina, che non cambierei con nessun altra per niente al mondo. Me la tengo così, coi difetti e coi denti affilati che ha, perché è unica <3
L'università ci ha separate, ma in camera ho un quadro e un portafoto sul comodino con le sue foto.
Sì, ho quelle della mia gatta e non quelle della mia famiglia XD
Ho vissuto sedici anni senza un gatto e mi chiedo come ho fatto, che vita infelice fino ad allora!


Ieri...



... oggi


Insomma, da cuscino a soprammobile XD
Bene, credo che sia meglio chiudere qui questo post, sarei capace di postare tutte le foto che le ho fatto in questi anni.
E voi, avete un amico pelosetto? =)

Yvaine

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