mercoledì 17 giugno 2015

Recensione "In fuga. Cronache dell'ultimo druido" di Kevin Hearne

Buongiorno Folletti!
Come procedono le vostre letture?
Oggi vi parlo di un libro che mi ha veramente conquistata. Devo ringraziare Alaisse del blog La Bella e il Cavaliere per avermelo consigliato.


Titolo: In fuga. Cronache dell'ultimo druido.
Autore: Kevin Hearne
Pagine: 315
Editore: Fanucci
Prezzo: 12.00 €
Serie: 01. In fuga
02. Hexed **
03. Hammered
04. Tricked
05. Trapped
06. Hunted
07. Shattered
08. Stacked (in uscita)
09. ??? (conclusivo)

** Dal secondo volume non sono stati tradotti in italiano.



Il druido Atticus O'Sullivan è in fuga da duemila anni. Ha viaggiato di continente in continente attraverso le epoche per sfuggire al dio celtico dell'amore al quale sottrasse Fragarach, una spada leggendaria in grado di trapassare qualsiasi armatura e di costringere a dire la verità a chiunque venga puntata alla gola. Oggi Atticus vive a Tempe in Arizona, sicuro che quello sia un ottimo posto dove nascondersi, ma quando un giorno subisce l'attacco dei Fae - creature magiche al soldo del dio - e la visita della Morrigan, dea della morte, che gli presagisce un infausto futuro, Atticus capisce che non è più possibile evitare lo scontro.
Da qui si dirama una trama a dir poco sorprendente e non solo per i colpi di scena frequenti, la maggior parte dei quali imprevedibili.
Kevin Hearne si pone l'ardita sfida di intrecciare divinità di culture diverse, dimostrando grande abilità e maestria e soprattutto una documentazione notevole. In questo primo volume della serie le divinità celtiche occupano interamente la scena, ma si accenna anche al dio scandinavo Thor, il dio Coyote, le divinità greche e altro ancora che forse troveranno approfondimento nei capitoli successivi.
Dunque In fuga non si rivela solo una lettura di piacere, ma un romanzo attraverso cui imparare cose nuove riguardo una mitologia così complessa come quella celtica e riscoprire ciò che si conosceva già attraverso la fantasia dell'autore.
I personaggi solo un altro punto di forza del romanzo.
Ammetto di non essere riuscita a resistere al fascino irlandese di Atticus. E' intelligente, astuto, brillante, ironico e all'occorrenza sarcastico. L'unico suo difettuccio è la paranoia che lo affligge, ma come dice lui stesso:

Ringrazio gli déi dell'abisso per la paranoia. L'ho classificata come un'abilità di sopravvivenza piuttosto che una patologia neurologica; è come la lama aguzza di un coltello, affilata per secoli sulla mola della Gente Che Vuole Uccidermi.
Il suo passato resta per gran parte un mistero, purtroppo. Ma effettivamente sarebbe impossibile narrare le sue vicende lungo l'arco di ben ventuno secoli! Immagino che comunque nei sequel ne avremo qualche altro assaggio.
Al fianco di Atticus troviamo immancabilmente il suo fidato Oberon, un levriero irlandese affettuoso e giocherellone che si intromette sempre nei pensieri del padrone con commenti divertenti.
Mi ha poi affascinato la figura della Morrigan (è già la seconda volta che succede, dite che dovrei preoccuparmi?), ma ho apprezzato anche l'arzilla vedova MacDonagh, anche se a volte un po' troppo condiscendente nei confronti di Atticus, Hal Hauk, lupo mannaro e avvocato del protagonista, e la coraggiosa Granuaile.
Per quanto riguarda lo stile, essendo Atticus la voce narrante, rispecchia molto il suo carattere: pieno di brio, fresco e incalzante cattura il lettore nel suo vortice.
Un altro punto a favore se lo guadagna con la guida alla pronuncia dei nomi irlandesi. A dire la verità avrei apprezzato anche un piccolo prontuario ai miti celtici, alcuni dei quali solo accennati e non spiegati, ma siamo nell'era di internet e si può fare un piccolo sforzo per soddisfare la propria curiosità.
Come dicevo è il primo libro di una saga purtroppo interrotta dalla Fanucci, ma vi assicuro che è godibilissima anche come lettura autoconclusiva.
Non mi resta altro da fare che consigliarvi caldamente questo libro, per scoprire streghe, licantropi, vampiri, druidi e divinità come non li avete mai visti.



Che ne pensate? L'avete letto?

Yvaine

domenica 14 giugno 2015

Weekly News #7 -2015

Buona domenica Folletti!
Eccoci di nuovo con la rubrica Weekly News.
Come al solito ringrazio la mia sorellina Mirial per avermi aiutata nella ricerca e nella creazione dell'immagine qui sotto <3



Weekly News è una rubrica con cadenza settimanale di domenicain cui riassumerò in quattro brevi punti la mia settimana:
  • Il libro della settimana: il libro che ho trovato più interessante, che ho letto, recensito o che ho semplicemente scoperto.
  • Il personaggio della settimana: il personaggio che in questi sette giorni ho sentito vicino, che mi ha ispirato, scelto tra libri, manga, anime e quant'altro.
  • La notizia della settimana: qualcosa che mi è accaduto durante la settimana e che ritengo più importante.
  • La citazione della settimana.
  • La canzone della settimana.
Il libro della settimana è Cirano de Bergerac di Rostand. Avevo voglia di leggerlo già da un po' e ultimamente  mi era capitato di sentirlo citare spesso e non ho resistito alla tentazione di iniziarlo.
In realtà l'ho finito ieri e me ne sono perdutamente innamorata. Spero di riuscire a recensirlo, mi è piaciuto così tanto che non so da dove partire!




Il personaggio della settimana è Hermione Granger! In questo periodo sto studiando disperatamente per la sessione estiva e mi sento diligente come lei. Se solo riuscissi ad ottenere i suoi stessi voti! Incrociate le dita per me, ho bisogno di un po' di fortuna ç__ç



La notizia della settimana è che... ho fatto un piercing! *__*
No, non pensate chissà cosa, è solo l'helix, non so se avete presente. Erano almeno sette anni che sognavo di farlo. Sì, lo so, una gran aspirazione la mia xD Però lo desideravo davvero tanto! In realtà mi hanno dovuto dare anche un altro orecchino, quindi pensavo di farmi o un secondo buco oppure un altro piercing vicino all'altro. Visto che l'ho pagato tanto vale che me lo faccia, no?
Voglio assolutamente un orecchino così e uno a forma di freccia! :3



La canzone della settimana è Fairy Tale degli Shaman. Mi piace molto come la melodia da fiaba si mescoli al ritornello più energico. 




La citazione della settimana è un incoraggiamento a chi studia, ma anche per chi scrive e in generale a chi ha un sogno nel cassetto:

Non esistono condizioni ideali in cui scrivere, studiare, lavorare o riflettere, ma è solo la volontà, la passione e la testardaggine a spingere un uomo a perseguire il proprio progetto. 
- Konrad Lorenz  

La vostra settimana com'è andata? ^^

Yvaine

venerdì 12 giugno 2015

Memorie di una Dislessica # 4



Eccoci con la puntata di giugno della rubrica più pazza del blog: Memorie di una Dislessica!
E' un appuntamento leggero e divertente sulle castronerie dislessiche che spesso ogni tanto mi capita di dire. La rubrica sarà pubblicata una volta al mese, senza una cadenza precisa, fino a esaurimento scorte ovviamente, anche se sono convinta che continuerò a sfornarne senza sosta.
Tutto questo ha avuto origine quando ho visto Robin Hood, un uomo in calzamaglia, dove lo sceriffo di Rottingham fa spesso di queste gaffe, e da allora ho cominciato a farle anche io.

***Attenzione: rubrica ad alto tasso di contagio.***
Vorrei ricordare che non sono assolutamente responsabile se, dopo la lettura di questo post, anche voi cadrete vittima di questa malattia.

Ma veniamo alla dislessia di oggi!

Dicembre, lamentandomi del freddo.

"Mamma mia, ho i fiedi preddi!"

Quando volevo chiaramente dire: 
"ho i piedi freddi".


Ogni puntata si degenera sempre di più!
E voi? Qualche dislessia da condividere?

Yvaine

martedì 9 giugno 2015

Recensione de "Il vecchio e il gatto. Una storia d'amore" di Nils Uddenberg

Buondì Folletti! ^^
Sono sparita per un po' dalla circolazione, ma ho avuto da fare con l'università e sono da poco tornata a casa per una breve visita.
Ma non vi preoccupate, cercherò di mantenere attivo Il Pozzo dei Sussurri anche durante la sessione estiva!
Dunque, oggi vi parlo di un libro che ho trovato delizioso e interessante. Curiosi?


Titolo: Il vecchio e il gatto. Una storia d'amore.
Autore: Nils Uddenberg
Pagine: 153
Editore: Corbaccio
Prezzo: 12.00 €




Il titolo di questo libro dice già tutto: Il vecchio e il gatto. Una storia d'amore. O quasi.
Non dice però che il gatto è in realtà una femmina, il cui nome è Micia. E non dice neanche che non è solo una storia d'amore.
La copertina e gli scaffali su cui è sistemato in libreria aiutano a creare l'inganno: le illustrazioni e il disegno e l'edizione simili ai libri di Sepulveda fanno credere che sia rivolto a un pubblico di giovanissimi lettori, ma vi assicuro che non è così
Il vecchio e il gatto infatti può essere considerato una sorta di piccolo saggio sul rapporto tra gli animali domestici, in questo caso specifico i gatti, e i padroni.
Molti sono gli spunti di riflessione: Nils Uddenberg si chiede cosa e soprattutto se pensa Micia, quali sono i suoi sentimenti e i suoi bisogni, se esiste un modo per interpretarli correttamente. 
L'autore scandaglia non solo i comportamenti dei felini, spesso giudicati freddi calcolatori, ma anche la loro fisionomia, dalla punta del musino fino alla coda. Proprio su quest'ultima fa un excursus molto interessante come anche sulla natura delle fusa:

"[...] le fusa richiedono una certa energia, il metabolismo accelera un po'. La natura non spreca energia in cose insignificanti, la selezione naturale serve a questo. Quindi le fusa devono avere una funzione."

Come dicevo, per lo stesso principio Uddenberg si chiede allora che scopo abbia la coda per i gatti. Noi esseri umani ce ne siamo sbarazzati molto tempo fa e la lince, uno dei parenti più prossimi del gatto, ne ha solo un piccolo moncone.

"Quindi perché i gatti ce l'hanno? Per esprimere i loro sentimenti? E chi è il destinatario, in tal caso?" 
Domande come queste sono frequenti, ma di rado trovano risposte con un certo valore scientifico.
Risultano essere una serie di dissertazioni, più o meno condivisibili, che traggono spunto dal quotidiano, ma che ovviamente non possono trovare riscontri nella realtà
Ciò non è però da considerarsi un male: Uddenberg basa le sue tesi sulle varie ipotesi che ha potuto sperimentare dalla sua convivenza con Micia e per questo non possono considerarsi del tutto errate. Ma, si sa, ogni gatto ha il suo carattere e ogni padrone può trarre conclusioni diverse a seconda delle proprie esperienze. Per fare un esempio più chiaro e pratico, l'autore ritiene che il rancore sia un sentimento estraneo a questi felini di piccola taglia perché quando gli è capitato inavvertitamente di pestare la coda a Micia lei sì, si è impaurita, ma non si è vendicata su di lui. Io posso giurarvi che la mia gatta me la fa pagare eccome, e anche per cose di poco conto. Chiedetelo alle mie braccia piene di morsi.
Tornando a noi, Il vecchio e il gatto è una lettura breve e piacevole, ricca di curiosità sul mondo animale, come il coleottero che vive nei formicai a discapito delle sue ospiti, ma anche di riferimenti letterari come Thomas Stearns Eliot, Doris Lessing, Jean Coccteau e Michael de Montaigne. 
Nils Uddenberg, per così dire, fa sfoggio della sua erudizione condividendola coi lettori in una forma e uno stile che mi ha ricordato Jeffrey Moussaieff Masson.
Sul web ho trovato giudizi non esattamente positivi che secondo me non rendono giustizia al libro. Credo che ciò sia causato dall'aspettativa che crea l'edizione. Io stessa mi aspettavo più una storia simile a Se una notte di inverno un gatto... di Denis O'Connor, ma basta togliersi dalla mente queste idee fuorvianti e mettersi l'anima in pace: Il vecchio e il gatto non è un romanzo. E' un connubio di curiosità, un resoconto di vita quotidiana sapientemente condito con riferimenti dotti e pensieri brillanti.
Lo consiglio non solo a chi come me ha un gatto per padrone, ma a tutti coloro che amano gli animali e che si interrogano spesso sul rapporto tra gli esseri umani e la natura.
Un'ultima cosa: regalatelo a ragazzini di 10-12 anni svegli, interessati e che vogliono imparare qualcosa di nuovo. 


Yvaine

sabato 30 maggio 2015

Nuovi acquisti

Ciao Folletti!
Come vi avevo accennato su Facebook (non so se qualcuno di voi ha visto) proprio ieri mi è arrivato un pacco tanto atteso da Amazon.
In realtà mi ero ripromessa che dopo l'esame del 3 giugno mi sarei comprata un nuovo libro. Inutile dire che non ho saputo resistere, anche per lo sconto in occasione de Il Maggio dei libri :3
Perciò ecco qui i miei due nuovi tesori, uno in lingua originale e uno che conoscerete già.
Sotto trovate le schede con tutte le informazioni.



Titolo: Sophie sui tetti di Parigi
Autore: Katherine Rundell
Pagine: 283
Editore: Rizzoli
Prezzo: 14.50 €

Serie: Autoconclusivo

Trama

La mattina del suo primo compleanno, una bambina galleggia nella custodia di un violoncello sulle acqua della Manica. A raccoglierla è Charles, un eccentrico ma premuroso scapolo inglese, che decide di prendersi cura di lei. Una cura un po' speciale, perché Charles usa i libri come piatti e permette a Sophie di scrivere sui muri. Per questo, quando la ragazzina compie tredici anni, i servizi sociali minacciano di metterla in un istituto. Allora Charles e Sophie fuggono a Parigi in cerca della madre di lei, con un solo indizio in mano: la targhetta sulla custodia del violoncello che l'ha salvata dal naufragio. L'impresa non è affatto semplice, ma Sophie troverà sui tetti di Parigi un aiuto inaspettato.



Titolo: The Wide-Awake Princess
Autore: E. D. Baker
Pagine: 288
Editore: Blumsbury Publishing
Prezzo: 8.31 €

Serie: 01. The Wide-Awake Princess.
02. Unlocking the Spell
03. The Bravest Princess
04. Princess in Disguise: A Tale of the Wide-Awake Princess.

Trama

It is a little known fact tha when Sleeping Beauty pricks her finger and sends herself and the whole castle to sleep for one hundred years, only her younger sister, Annie, is left awake. Annie is resistant to all magic. Now it's up to her to save her sister -and prove the storybooks wrong!
Annie begin a perilous journey to find the prince and free the castle.. and perhaps discover true love of her own. 

Cosa ve ne pare? Voi avete comprato qualcosa di nuovo di recente? 


Yvaine

mercoledì 27 maggio 2015

Recensione "Gli occhi di un re" di Catherine Banner

Buongiorno Folletti!
Oggi ci aspetta una recensione difficile, non solo per la complessa struttura del romanzo, ma anche per le emozioni contrastanti che mi ha suscitato. Ma proviamoci partendo dalla trama.



Titolo: Gli occhi di un re
Autore: Catherine Banner
Pagine: 456
Editore: Mondadori
Prezzo: 12.00 €
Serie: 01. Gli occhi di un re
02. Voci dalloscurità
03. The heart at war (inedito)




E forse penserai che è una storia triste. Non lo è, in realtà non lo è. E' la mia vita. Tutte le vite sono tristi. Tutti pensiamo di precipitare, a volte. Ma alla fine impariamo a sopravvivere.
Sarebbe sbagliato cominciare questa recensione in un modo diverso, scrivendo la trama di mio pugno o riportandovi quella della sovracopertina. 
Non è la storia di un regno, di epiche guerre e lotte per il potere. E' la vita di Leonard North, un ragazzo di quindici anni, sempre più frustrato e arrabbiato col mondo, stanco della vita che conduce, stanco di non poter essere libero. 
Dieci anni prima a Malonia si verificò un fatto terribile: la famiglia reale fu assassinata e Lucien Kalitz prese il potere. Ma quel giorno per Leo significò soltanto il disgregarsi della sua famiglia: i suoi genitori, sostenitori del governo precedente, furono costretti ad abbandonare il paese, i libri di suo padre inseriti nella lista dei libri Severamente Interdetti. Le strade della città sono costantemente pattugliate, i quotidiani sono pieni di menzogne e l'unica istruzione che ricevono i ragazzi è l'addestramento militare e la dottrina del regime di Lucien. 
Leo non sopporta la sottomissione e la docilità, così non fa altro che ribellarsi alle regole della nonna e a quelle del sergente Markey. 
Un giorno la sua quotidianità viene scossa dal ritrovamento di un libro magico che si scrive da solo, raccontando di una terra chiamata Inghilterra e del principe ereditario sopravvissuto ed esiliato. 
Da qui il libro procede con tre diversi punti di vista facilmente distinguibili grazie alla differente formattazione del testo: uno del Leo del passato, contemporaneo ai fatti descritti; uno del libro magico e uno di un Leo più anziano.
Tutto questo all'inizio disorienta il lettore, ma una volta che si entra nell'ottica suscita curiosità e aspettativa. Chi scrive il libro? Perché? Che connessione c'è tra le vicende di Malonia e quelle dell'Inghilterra? 
Il resto della trama è basato fondamentalmente sulla quotidianità della vita di questa famiglia povera e semplice. Catherine Banner riesce a creare interesse anche dalla staticità e dalla quasi totale assenza di azione e di avvenimenti eclatanti grazie alla caratterizzazione di personaggi di un certo spessore. La dinamicità risiede tutta nell'animo del protagonista e nella sua evoluzione, rendendo la lettura piacevole e veloce.
Leonard non è il solito predestinato, nel cui futuro è stata predetta la salvezza di Malonia. L'unico dovere di Leo è vivere, superare gli ostacoli che gli pone la vita. E' un ragazzo impulsivo, orgoglioso e coraggioso che odia prendere ordini, non ha paura di proteggere il fratello dagli insegnanti che lo prendono di mira e la sua noncuranza del pericolo sfocia spesso nell'incoscienza. E' un protagonista coi fiocchi, buono e intelligente, sì, ma che col suo caratteraccio spesso e volentieri mette nei guai se stesso, il fratello Stirling e la nonna.
Anche di Stirling non ci si può non innamorare. Fin dalle prime pagine si caratterizza per la sua bontà, sincerità e intelligenza, il cui affetto per Leo è smisurato, l'unico in grado di trattenere il fratello dal fare cose sconclusionate. 
Margaret, la nonna, è un personaggio dalla personalità altrettanto forte; Maria, la vicina di casa, è una ragazza madre. forte, gentile e solare nonostante le circostanze a volte avverse, sarà spesso di conforto per Leo e la sua famiglia.
Il ritmo però diminuisce fino ad arenarsi alla prima metà del libro: ha inizio una parte angosciante che si protrae per le successive cento pagine nella descrizione della malattia di un personaggio. L'intento di creare pathos e affetto verso il malato è ben riuscito, ma a parer mio questa strenua descrizione di ogni fase della malattia è eccessiva e sfiancante. Non so dire se non ero nella giusta disposizione d'animo, ed è pur vero che nella realtà non possiamo semplicemente saltare i giorni e arrivare subito al tempo della guarigione, comunque fatto sta che l'ho trovata una scelta compromettente e non necessaria. Avrebbe ottenuto lo stesso effetto con meno pagine. Nella realtà anche nei periodi più bui accadono delle cose che sono in grado di strapparci un piccolo sorriso, ma questi momenti di respiro sono del tutto assenti nel romanzo che qui pecca di verosimiglianza. Non ho apprezzato neanche  la sorta di rassegnazione che coglie i personaggi. Agli avvenimenti ognuno reagisce in modo diverso, ma in questo libro sembra che ci sia un'unica via percorribile: la rassegnazione e l'abbattimento.
Inoltre da qui la storia procede con toni e atmosfere sempre più cupe, in cui gli unici momenti di luce sono rappresentati dai racconti che riguardano l'Inghilterra.
Qui troviamo Ryan, l'erede al trono di Malonia, che francamente ho trovato un po' frivolo, se mi è concesso dirlo. In questo libro tutti hanno un senso del dovere abbastanza forte e lui sembra l'unico ad esserne privo.
Anche Anna non sono riuscita a inquadrarla molto, ma mi pare che abbia già più personalità del principe.
Un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è l'interesse amoroso che si sviluppa un po' troppo velocemente per i miei gusti e non sono riuscita a intravedere qualcosa oltre all'attrazione fisica.
La conclusione mostra una lenta ma progressiva ripresa di Leo e degli altri personaggi, anche se lascia un po' l'amaro in bocca e insoddisfazione, in quanto Lucien, il nemico di leggendaria malvagità, si rivela essere asservito ad un altro personaggio, dandomi l'idea di un uomo senza un reale potere decisionale. 
In conclusione consiglio Gli occhi di un re per i suoi temi importanti. Nel libro trovano spazio lo stupro, la violenza fisica, la morte, la religione, il suicidio; una storia che insegna a prendersi le proprie responsabilità, che non sempre ciò che riteniamo giusto per noi si rivela tale col tempo o per gli altri, che nulla nella vita è scontato ma dobbiamo imparare ad apprezzare ciò che abbiamo, le piccole cose.  
Un libro di formazione sia del protagonista sia del lettore, una storia innovativa e originale che lascia ai lettori un bagaglio di emozioni intense. 





domenica 24 maggio 2015

Il femminismo tradisce se stesso e boicotta Game of Thrones: riflessioni e commenti di un'ospite speciale.

Ciao Folletti e buona domenica pomeriggio!
Quest'articolo non era previsto, ma a volte uscire dall'ordinario fa bene.
E' nato da una conversazione con un'amica e, come si evince dal titolo, dalla polemica scoppiata quasi una settimana fa sulla serie tv Game of Thrones. Mi sarebbe piaciuto scrivere un post diverso dal solito, ma io leggo solo i libri e non seguo la serie, quindi ho preferito lasciare la parola alla mia amica Gaia che a riguardo ne sa sicuramente più di me.
Avrete già letto fiumi e fiumi di parole a riguardo, ma a lei andava di esprimere il suo parere e a me di parlarne, quindi abbiate pazienza e pietà di noi XD

Ribadisco: l'autrice del post è Gaia. QUI trovate il suo blog.

*** AVVISO: CONTIENE (ovviamente) SPOILER***



Perdonatemi se do adito alla polemica in corso riguardo l'ultima puntata di Game of Thrones (la 5x06), ma proprio non capisco: davvero vi state lamentando dell'ennesimo episodio di violenza presente in una delle serie più cruente nel palinsesto internazionale? Siete proprio sicuri di non aver già visto nulla di simile prima? Pensate che la violenza a cui è stata sottoposta la giovane Sansa Stark sia in qualche modo più grave di quella di cui è stata oggetto la altrettanto giovane Daenerys Targaryen solo qualche stagione prima? O che Theon Greyjoy (per citarne uno, visto che è anche coinvolto) si sia in qualche modo meritato tutte le torture da parte di Ramsay? Soprattutto, visto che vi dimostrate tanto sconvolti, davvero vi aspettavate coccole e baci da parte di quel sadico?
Mi dispiace usare espressioni così dure e canzonatorie, ma ho appena letto che qualcuno ha proposto di boicottare il Trono di Spade perchè lo stupro di Sansa sarebbe una scena “disgustosa, gratuita e inaccettabile”, ponendo il tutto in chiave femminista. Riguardo il “disgustoso”, credo che chiunque sia minimamente sano di mente potrà ammetterlo, dato che non si tratta esattamente della prima notte di nozze ideale. Sul “gratuito” dovrei interrogare i lettori delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, anche se mi sembra di capire che la scena è stata una delle tante aggiunte rispetto ai libri che hanno fatto tanto discutere sul web, dividendolo totalmente. E’ l’ “inaccettabile”, sinceramente, che non capisco. Stando a quanto scritto sul sito femminista themarysue.com, lo stupro non sarebbe un espediente narrativo necessario (“rape is not a necessary plot device”), ma credo sia un po’ presto per esprimersi a riguardo, considerando che ancora non sappiamo in che modo i creatori della serie hanno intenzione di sviluppare la trama. Inoltre, cosa ancora più grave, soffermarsi su quello che Ramsay fa a Sansa senza sprecare mezza parola su quello che viene fatto passare a Theon mi sembra dimostrazione abbastanza palese di quel femminazismo ipocrita che odio, quello che si dimentica che quando si parla di diritti delle donne si parla anche e soprattutto di diritti umani, che non ha ancora capito che se si è lottato per anni è per ottenere il riconoscimento in quanto persone, non in quanto esseri fragili e bisognosi di privilegi sociali.


Quello che mi ha divertito è scoprire che esiste un'altra scuola di pensiero, opposta ma non dissimile in idiozia, che, invece, ritiene che lo stupro di Sansa sia solo un pretesto per attirare l'attenzione su Theon. Sicuramente Sansa non ne uscirà bene, in quel caso la violenza è stata fatta a entrambi. A dirla tutta, ho personalmente apprezzato la scelta di soffermarsi sugli occhi di "Reek", non solo perchè ha enfatizzato la drammaticità della situazione riuscendo anche a "censurarla" (scelta anche "tecnica", visto che Sophie Turner -maggiorenne da poco- ha dichiarato che il suo contratto non prevederà mai scene di nudo), ma anche perchè le continue violenze perpetuate nei confronti del giovane Greyjoy secondo me sono quelle più significative all'interno della serie, che comunque già è violenta di per sè. Ovviamente non ho intenzione di mettere a confronto due torture, perchè sarebbe sbagliatissimo pretendere che ce ne siano di "serie A" e di "serie B", semplicemente secondo me ritenere lo stupro di Sansa "più grave" solo perchè lei è una ragazza va contro la logica alla base del femminismo puro (diverso da quel femminazismo di cui parlavo sopra). Inoltre, il fatto che Theon assista allo stupro di quella che praticamente è stata come una sorella in passato può essere letto anche al contrario, ovvero considerando che Sansa non è solo vittima di violenza, ma è esposta allo sguardo di una persona che le è stata cara. Sfido chiunque a controbattere a questo punto.  



Sulla questione,in sintesi, si è sollevato un polverone che neanche alla prima di Cinquanta sfumature di grigio. Esiste una differenza sostanziale tra i due prodotti, però, che mi sembra importante sottolineare. La trilogia di Cinquanta sfumature di grigio nasce da una fan-fiction di Twilight, ovvero quello che a tutti gli effetti potrebbe essere etichettato come young adult -se non, addirittura, il young adult per eccellenza-. Quasi sempre, in questo genere di romanzi, il fulcro della vicenda è rappresentato da una storia d'amore, che spesso e volentieri si dispiega lungo le pagine secondo un meccanismo perverso in cui Lei inizia a dipendere da Lui, il quale ovviamente può benissimo farne a meno ma approfitta della situazione. Il caso di Cinquanta sfumature, poi, è particolarmente drammatico, visto che la protagonista sembra affetta da una "sindrome della crocerossina" cronica, per cui porta avanti la relazione convinta che un giorno riuscirà a cambiare il modo malato che Lui ha di approcciarsi al mondo, ma nel mentre continua ad assecondarlo in ogni sua richiesta senza avere praticamente voce in capitolo. 

Attaccare allo stesso modo il Trono di Spade è ridicolo e illogico sotto tutti i punti di vista, prima di tutto perchè, nel caso specifico, Sansa -almeno nella serie- non può scegliere una vita diversa da quella che sta conducendo, il che è ben diverso dallo "scegliere di non scegliere" delle varie Bella Swan e Anastasia Steele. Inoltre, le Cronache del ghiaccio e del fuoco sono piene di personaggi femminili coraggiosi, astuti e in grado non soltanto di badare a se stessi, ma anche di gestire un posto di comando. Tutto questo senza essere delle macchiette stereotipate di emancipazione create solo per dare il contentino alle femministe.


Mi piacerebbe discutere con quelli che hanno avuto la forza di leggere tutto il mio sproloquio e chiedo scusa a coloro che sono stati colpiti dal tono -solo da quello, però- delle mie affermazioni.




Prima di concludere ringrazio Yvaine per avermi dato questo spazio e consigliato di inserire la questione degli Young Adult, a lei tanto cara. Spero che questa sia la prima di tante altre collaborazioni!
Gaia
Grazie a te, Gaia, per aver accettato! Speriamo di poter replicare presto ;)
E adesso, anche voi Folletti, esprimete la vostra con un commento qui sotto! 

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