martedì 3 marzo 2015

Welcome Back Giveaway!

Ciao Folletti!
Vi avevo accennato a una qualche sorpresina senza però darvi troppi dettagli per paura di non riuscire a mantenere la parola data.
Ebbene, oggi avrete tutti i dettagli!
Come avrete capito dal titolo si tratta di un Giveaway. Ho molte cose da farmi perdonare e voglio festeggiare il ritorno del blog, della sua pazza e scostante scrittrice e soprattutto il vostro :)
Veniamo subito al dunque!
Il libro che ho deciso di mettere in palio per voi è L'Arazzo d'oro di Henry H, Neff!

Titolo: L'Arazzo d'oro
Autore: Henry H. Neff
Pagine: 420
Editore: Mondadori
Prezzo: 18.00 €
Serie: 01. L'Arazzo d'oro
02-05. Non pubblicati in Italia

Trama

La sala del museo è più buia dell'inferno, quando il filo di un antico arazzo si accende di un bagliore dorato. E suona come la corda di un'arpa. L'urlo di Max fa tremare l'oscurità. Non sa che la sua tranquilla vita di ragazzino sarà sconvolta per sempre. E ignora che, fra pieghe di tenebra, un occhio bianco lo sta osservando... I test per entrare all'Accademia di Rowan, scuola per giovani dotati di poteri magici, sembrano impossibili da superare. Non per Max. Animali parlanti, cuochi orchi e insegnamenti telepatici movimentano giornate scolastiche quasi normali, ma... il male è una creatura paziente. E' quell'occhio morto che non lascia scampo. S'infiltra nei sogni, si nutre di paura. Non saranno il genio del suo compagno di stanza e nemmeno la rete sfuggente di Agenti e Mistici ad assicurare al ragazzo la sopravvivenza... Ma un potere più ingannevole, più feroce, nascosto dentro di lui.

QUI potete leggere la mia recensione. Come avete visto non è positiva. Forse le mie aspettative sono state così tanto deluse che questo libro l'ho proprio preso in antipatia, ma ognuno ha i propri gusti e le proprie opinioni e forse a qualcuno potrebbe piacere.
E adesso veniamo alle regole, ecco qui come partecipare:

- Essere follower del blog;
- Compilare il form che trovate qui sotto;
- Copiare il banner sui vostri blog (gli utenti che non ne hanno uno non devono preoccuparsi, non verranno penalizzati in alcun modo);
- Condividere l'iniziativa vi farà guadagnare un punto in più.

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***ATTENZIONE*** Nel form vi verrà richiesto di rispondere ad una domanda:
Quale dei tre artisti viene nominato nel libro?
Ecco i tre indizi che possono aiutarvi a rispondere correttamente:
  • Nell'anno in cui nacque ci fu una rivolta
  • Nei suoi quadri ritroviamo spesso riferimenti allegorici
  • Apparteneva a una famiglia numerosa


Da sinistra:
Sono piuttosto stanca delle ombre, disse la Signora di Shalott di John William Waterhouse.
Il sacrificio di Isacco di Rembrandt.
Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich.
Il vincitore del Giveaway sarà estratto tramite Random.org, ma potete ottenere più possibilità di vincere se risponderete correttamente alla domanda. Condividere l'iniziativa sui social vi farà guadagnare un altro punto.
In cosa consistono i punti in più?
I punti aggiuntivi totali che potete raggiungere sono 2. Il vostro nome verrà inserito nella lista tante volte in più quanti sono i vostri punti.

Per domande o chiarimenti non esistate a contattarmi a questo indirizzo mail:

ilpozzodeisussurri@hotmail.it


Il Giveaway scadrà il 22 marzo alle 23.59. 



Yvaine

lunedì 2 marzo 2015

Recensione "Una questione privata" di Beppe Fenoglio

Ciao Folletti e bentornati sul blog! 
Come stanno andando le vostre letture?
Le mie abbastanza bene, anche se come vi avevo accennato in questo post non sono state tutte soddisfacenti.
Ma oggi è con immenso piacere che vi parlo di Una questione privata, uno dei miei libri preferiti.


Titolo: Una questione privata
Autore: Beppe Fenoglio
Pagine: 132
Editore: Einaudi
Prezzo: 12.00 €




Il romanzo si snoda in un lasso di tempo breve attraverso i territori delle langhe nei dintorni di Alba, la stessa città natale dell’autore. Questa non è l’unica componente biografica presente nel libro: anche la Resistenza fa parte del vissuto di Fenoglio e la figura di Fulvia può essere rintracciata in un amore adolescenziale dello scrittore; questi sono anche i temi su cui è imperniato il romanzo.
La Resistenza, pur facendo da sfondo alle vicende personali del protagonista, viene rappresentata con parole semplici, ma precise ed evocative da cui si ricava un quadro della situazione dei difficili rapporti tra le varie formazioni autonome, tra i partigiani e i fascisti e tra i partigiani e la popolazione.
Il cuore del romanzo consiste invece nell’amore di Milton per Fulvia, un sentimento distorto a causa dell’idealizzazione della ragazza che gli fa interpretare erroneamente i gesti e le parole di Fulvia tramite il filtro dell’illusione. Nel momento in cui questa favola si incrina Milton tramuta il suo amore in ossessione, che non ha il germe della gelosia, ma che risulta comunque malsana. La sua è la ricerca della verità, vuole disperatamente scoprire cosa c’è stato tra Fulvia e Giorgio, ma soprattutto che la ragazza gli confermi che la sua non è stata un’illusione. Perfino il destino di Giorgio è secondario a questa verità: nel romanzo viene rimarcato più volte il terrore di Milton riguardo alla sua morte, caso in cui (ancora più importante della perdita di un amico e compagno) lui “non avrebbe mai saputo”, e sarebbe morto con l’ossessione del dubbio.
"Una questione privata" si presenta dunque come un romanzo ariostesco per la ricerca di una verità irraggiungibile e sfuggevole e per un amore che porterà il protagonista alla follia, che lo renderà incurante dei pericoli della guerra e che rischierà di farlo uccidere.
L’ambiguità del romanzo si riscontra anche nel finale, ma non voglio rovinarvi la lettura. Nel romanzo, inoltre, la natura subisce una personificazione: rispecchia lo stato d’animo del protagonista ed è compartecipe del suo dolore. Così la nebbia è mistero e timore, così la tempesta imperversa nei momenti di foga e disperazione, e il vento aumenta con la voce del personaggio. Proprio a poche righe dalla fine, invece, il distacco: la natura lo abbandona, è completamente solo.

Pur essendo un romanzo breve, Beppe Fenoglio riesce a inserire una vasta gamma di personaggi differenti tra loro e riconoscibili tramite una rapida ma chiara caratterizzazione di ciascuno. Fenoglio non descrive mai i personaggi, ma lascia che i lettori ricavino un giudizio dalle loro azioni.
Milton si presenta subito come un giovane serio, un po’ ingenuo ma di sani principi che oggi definiremmo “all’antica”: rispetta Fulvia e, nonostante molto spesso si siano trovati da soli, non ha mai approfittato di lei. Nutre grande interesse ed ha una profonda conoscenza della musica e la letteratura straniera, qualità con cui sperava di conquistare il cuore della ragazza, dato il suo aspetto fisico poco attraente fatta eccezione per gli occhi grigi, definiti “tristi e ironici, duri e ansiosi” che ben riassumono la sua personalità. Più volte durante il corso del libro si mostrerà leale e coraggioso.
Fulvia la conosciamo solamente dalla prospettiva di Milton, grazie ai numerosi flashback che ci forniscono un quadro ambiguo della ragazza e dell’intera situazione: molto spesso si prende gioco di Milton senza che lui se ne accorga e in alcuni punti possiamo ricavare informazioni anche sul suo rapporto con Giorgio, che risulta altrettanto incerto. Nelle occasioni in cui sono presenti entrambi i giovani sembra trarre soddisfazione dalla competizione che si viene a creare tra i due amici. Appare dunque frivola e beffarda verso i sentimenti altrui, lusingata dalle attenzioni che le sono rivolte e dalla contesa che ha scatenato. L’immagine che rimane più impressa di questo personaggio è la sua inafferrabilità come se appartenesse alla dimensione del mito.
Lo stesso vale per Giorgio: ne abbiamo sporadiche notizie che contribuiscono a crearne un’idea negativa, essendo anche il rivale in amore di Milton. Di lui sappiamo che è una persona riservata e solitaria che però aveva trovato in Milton un amico fraterno.

In conclusione, un romanzo breve ma intenso, ricco di emozioni coinvolgenti e sconvolgenti, un'analisi magistrale degli effetti psicologici di un amore malato e idealizzato inserita nel complesso quadro della Resistenza. Un libro da leggere perché ha molto da dare, un ottimo approccio alle letture che riguardano la Seconda Guerra Mondiale per chi come me, fino a questo momento, ha avuto difficoltà ad avvicinarcisi.




Voi lo avete letto?

Yvaine

domenica 1 marzo 2015

Weekly News #2 - 2015

Folletti, ben ritrovati con l'appuntamento della domenica!

Ringrazio la mia sorellina Mirial per avermi aiutata nella ricerca e nella creazione dell'immagine qui sotto <3


Weekly News è una rubrica con cadenza settimanale di domenicain cui riassumerò in quattro brevi punti la mia settimana:
  • Il libro della settimana: il libro che ho trovato più interessante, che ho letto, recensito o che ho semplicemente scoperto.
  • Il personaggio della settimana: il personaggio che in questi sette giorni ho sentito vicino, che mi ha ispirato, scelto tra libri, manga, anime e quant'altro.
  • La notizia della settimana: qualcosa che mi è accaduto durante la settimana e che ritengo più importante.
  • La citazione della settimana.
  • La canzone della settimana.
Il libro della settimana è Gala Cox e il mistero dei viaggi nel tempo. Sono un paio di volte che vado in libreria, faccio per comprarlo, ma alla fine lo lascio sullo scaffale. Mi incuriosisce un po' dato che l'unico libro che ho letto sui viaggi nel tempo è stata la Trilogia delle Gemme di Kierstin Gier. Però non sono ancora convinta.



Il personaggio della settimana è Mrs Bric. Sto bevendo una quantità industriale di tè a ogni ora del giorno, anche di tipi diversi. Non ho superato la quota di 2/3 al giorno, ma se potessi andrei avanti di tè e biscotti! Qualcuno mi salvi ç__ç



La notizia della settimana è che sono riuscita a fare tutto quello che mi sono programmata: ho studiato, ho fatto le commissioni, ho trovato il tempo per leggere, per scrivere sul diario e sul blog. Evvivaaaa!!!



La canzone della settimana è I just haven't met you yet. In realtà la ascolto ora con voi per la prima volta, ma giovedì mi è venuta in mente in un preciso istante e calzava a pennello con la situazione. Non ho ascoltato molta musica di recente, ma mentre pensavo a cosa mettere sotto questa voce ho capito subito che questa rappresentava esattamente la mia settimana. 



La citazione della settimana è stata difficile da trovare. Volevo qualcosa che richiamasse l'amicizia, la felicità e i nuovi incontri, ma mi sembravano tutte banali. Questa però mi piace molto, anche se non racchiude esattamente tutto quello che avrei voluto trasmettere. 
Non camminare dietro a me, potrei non condurti. Non camminarmi davanti, potrei non seguirti. Cammina soltanto accanto a me e sii mio amico.

- Albert Camus

Raccontatemi la vostra settimana! Com'è stata? ^^

Yvaine

venerdì 27 febbraio 2015

Kids, let's read! #4 "L'Arazzo d'oro" di Henry H. Neff

Ciao Folletti ^^

Oggi ritorna la rubrica del venerdì Keads, let's read!. Per chi non si ricordasse in cosa consiste ecco una veloce ripassatina.

Kids, let's read! è una rubrica dedicata alle recensioni di libri per bambini che ho letto di recente o da piccola. Questi consigli di lettura per i più giovani troveranno il loro spazio il venerdìHo deciso di fare questa distinzione per fare un po' di chiarezza. Spero che l'idea possa piacervi o quanto meno esservi utile!

Prima di passare alla recensione devo fare una precisazione.
Forse sarete felici di sapere che in questa recensione non troverete la mia personale versione della trama. Già temo che verrà lunga, quindi ho deciso di evitarvi qualcosa che bene o male potete leggere su qualsiasi negozio online.


Titolo: L'Arazzo d'oro
Autore: Henry H. Neff
Pagine: 420
Editore: Mondadori
Prezzo: 18.00 €
Serie: 01. L'Arazzo d'oro
02-05. Non pubblicati in Italia

Trama

La sala del museo è più buia dell'inferno, quando il filo di un antico arazzo si accende di un bagliore dorato. E suona come la corda di un'arpa. L'urlo di Max fa tremare l'oscurità. Non sa che la sua tranquilla vita di ragazzino sarà sconvolta per sempre. E ignora che, fra pieghe di tenebra, un occhio bianco lo sta osservando... I test per entrare all'Accademia di Rowan, scuola per giovani dotati di poteri magici, sembrano impossibili da superare. Non per Max. Animali parlanti, cuochi orchi e insegnamenti telepatici movimentano giornate scolastiche quasi normali, ma... il male è una creatura paziente. E' quell'occhio morto che non lascia scampo. S'infiltra nei sogni, si nutre di paura. Non saranno il genio del suo compagno di stanza e nemmeno la rete sfuggente di Agenti e Mistici ad assicurare al ragazzo la sopravvivenza... Ma un potere più ingannevole, più feroce, nascosto dentro di lui.




Parlando di maghi e di scuole di magia il confronto immediato con la Rowling è quasi scontato e non ci si aspetta che il libro in questione possa essere all'altezza di Harry Potter. Ammetto però che ne ho approfittato per leggerlo proprio perché mi mancavano le atmosfere di Hogwarts, tuttavia credo che il mio mood di lettura abbia avuto un'influenza limitata sul giudizio finale. Speravo che L'Arazzo d'oro fosse un libro carino e avvincente, ma con rammarico mi tocca dire che sono rimasta delusa sotto molti punti di vista. 
I cliché non mancano: Max, il protagonista, sembra essere un prescelto e si distingue per le sue incredibili doti magiche pur no avendole mai praticate; Astaroth, il cattivo di turno, è cattivo senza un motivo, è nato dal male, creato per essere il Nemico. Qualcuno doveva pur farlo. 
Non sono una lettrice esigente. Scavalco cliché e somiglianze se di contro ci sono elementi originali, la trama è avvincente e i personaggi sono indimenticabili. E questo è proprio tutto ciò che manca al romanzo.
L'inizio è subito scoppiettante, pieno di mistero, di coraggio e di azione e crea la falsa aspettativa che ci si possa godere 400 pagine altrettanto intense. La delusione non sta nella mancanza di idee buone, quelle ci sono, ma piuttosto nel modo di proporle al lettore.
Ho apprezzato molto la spiegazione della nascita delle divinità venerate agli albori del mondo e quelle che tutt'oggi hanno un proprio culto, lo sforzo di discostare la scuola di Rowan da Hogwarts partendo dal tipo di insegnamenti fino alla Configurazione delle stanze, ognuna diversa dalle altre in base agli studenti che ospita, i test di ammissione che i ragazzi devono affrontare, il Campo di Prova, per imparare ad affrontare nemici e situazioni pericolose, la presenza di magici famigli e soprattutto il legame della storia e dei personaggi con la cultura celtica
Tutte queste informazioni insieme a mille altre vengono presentate in modo piatto, in un tempo troppo lungo e senza che accada nulla di rilevante. Assistiamo passivamente al giro per il campus, alle ore di lezione nella completa assenza di coinvolgimenti emotivi, di approfondimenti tra le relazioni interpersonali e senza che la trama proceda.
Si nota come l'autore cerchi di creare suspance con l'escamotage ricorrente dell'"accennare a qualcosa/qualcuno dicendo subito dopo che se ne riparlerà a tempo debito". A me questo sembra decisamente più sadismo che non un procedimento letterario. Su di me ha avuto l'effetto contrario: ho perso interesse, sostituito poi dall'irritazione. 
Nell'invenzione di uno sport per maghi Henry Neff ha proprio voluto strafare. Si parla di calcio euclideo, rimandando la spiegazione al momento del gioco: praticamente consiste in una normale partita di calcio giocata su un campo imprevedibile, dove sbucano colline e fossati. Questo però non mi spiega perché è definito "euclideo" e non me lo spiega neanche l'autore. 
Sulla trama mi sono dilungata abbastanza, ora parliamo dei personaggi, il punto che mi preme di più.
In realtà ho difficoltà a parlarvene perché per la maggior parte sono in un perenne stato catatonico della psiche.
Primo fra tutti Max. Viene seguito da gente sospetta, viene attaccato in casa propria da persone pericolose, si parla di una specie di creatura che vive dentro di lui che prende il sopravvento soprattutto quando è arrabbiato, gli viene detto che il suo destino è collegato alla leggenda dell'eroe celtico Cuchulainn. Lui cosa fa? Niente. NIENTE. A scuola ha delle persone che potrebbero rispondere alle sue domande, dirgli perché il Nemico ha preso di mira proprio lui, ma Max non pone né a se stesso né agli altri alcun problema, tanto cosa gli importa, stavano solo per ammazzarlo! Non fa ricerche su Cuchulainn neanche sotto sollecitazione! 
A pagina 231 il suo cervello dà segni di vita per rispegnersi subito dopo e prosegue da ameba per tutto il resto del libro, fino allo scontro finale.
Nessun pensiero, nessuna riflessione su ciò che origlia, ciò che scopre. Semplicemente odioso.
Per fortuna dove pecca il nostro Max rimedia David, il compagno di stanza, tanto che più di una volta mi sono ritrovata a desiderare che fosse lui il protagonista. Reso più interessante dal suo carattere taciturno e timido, David è la vera mente geniale, si pone domande e cerca le risposte da sé visto che in questo romanzo regna l'omertà. Pensate: quando Max scopre che David cerca informazioni sul Nemico e dove si nasconda Max si limita a stupirsi e a non chiedere niente e continua a farsi i fatti suoi. Ma quanto mi irrita quel marmocchio?
Un personaggio che mi è piaciuto un po' più degli altri è Bob, il cuoco e orco votatosi al vegetarianesimo, che nonostante il passato macchiato da azioni violente mostra gentilezza e buon cuore che manca a molti.
Il resto dei personaggi sono un ammasso di gente indistinta. Non si può dire che non siano stati caratterizzati, ma rimangono troppo vaghi, troppo sullo sfondo. Henry Neff ha voluto dare un po' di spazio a tutti loro, e questo gli fa onore, ma così facendo non ne ha sviluppato nessuno e a fine lettura ci accorgiamo di non conoscerli affatto. Max non ha nessun vero amico, nessun vero dialogo, nessun pensiero degno di questo nome, nessun legame vero neppure col suo famiglio.
E così giungiamo a parlare dello stile e della traduzione: pessime, entrambe pessime. Uso dei punti esclamativi a casaccio, uso improprio di verbi ed espressioni. Una per tutte: 
Lucia sorrise e lanciò un popcorn a Cynthia, che le scoccò un'occhiata di traverso, senza alzare gli occhi dal libro. 
E adesso provate a tenere gli occhi su un libro nello stesso tempo guardare qualcuno in tralice. O Cythia aveva uno specchietto sulla pagina oppure Neff voleva dire che la ragazza non alza la testa dal libro.
Ultima critica ma non meno importante va fatta alla cartina: imprecisa e fuorviante nell'indicare alcuni luoghi.
L'Arazzo d'oro è un libro con del potenziale, ma sfruttato e scritto male. Non è avvincente, non c'è azione, mancano le emozioni e un libro senza emozioni è triste e brutto. Non trovo consolazione neanche nella ripresa dei miti celti perché tutto è affrontato con superficialità e lasciato ai margini. Questo è giustificato in parte dal fatto che si tratta del primo volume di una saga, ma è pur sempre un libro di 400 pagine e io mi aspetto di più.

C'è di peggio, ne sono consapevole, ma sono rimasta talmente frustrata e arrabbiata che in definitiva non mi sento di consigliarvelo. Forse i più piccini potrebbero apprezzarlo maggiormente, ma io punterei su un libro che abbia qualcosa da dire e da trasmettere. Non compratelo ai fan di Harry Potter, usatelo come ultima spiaggia se proprio dovete. 



Voi l'avete letto?
Ripensandoci ora, a distanza di un po' di tempo da quando ho scritto la recensione, credo di essere stata un po' dura. Forse le mie aspettative sono state così tanto deluse che questo libro l'ho proprio preso in antipatia.

Yvaine

giovedì 26 febbraio 2015

Chiacchiere in libertà

Ciao ragazzi!

Il blog è tornato attivo da poco, ma spero che vi stiate pian piano abituando ai nuovi ritmi.
Ho dovuto apportare queste modifiche perché purtroppo i tempi si sono un po' ridotti da quando sono all'università. Poco tempo per leggere, poco tempo per scrivere e per tutte le cose che facevo prima. Giuro di aver passato tre mesi accendendo sí e no tre volte il computer. 
A dirla tutta anche il wi-fi funziona un po' quando gli pare -_-
Ieri mattina, da brava studentessa fuori sede, ho preso il treno alle 6.32, ho affrontato quattro ore e mezza di viaggio e... ed ero morta! Ho dormito pochissimo, la valigia pesava un sacco e non riuscivo a leggere a causa del chiacchiericcio degli altri passeggeri e dell'abbiocco.

Sì, mi sarebbe piaciuto che fosse l'Hogwarts Express,
ma niente da fare... a chi non piacerebbe?

Sono rimasta a casa per un po', una serie di imprevisti ha rimandato di poco la mia partenza. Di buono c'era che almeno avrei potuto godermi in compagnia di mia sorella Il settimo figlio al cinema e... e invece no! Perché nella nostra zona i film non arrivano mai, giuro che in tutti i cinema Cinquanta sfumature di grigio la fa da padrone. 
Sono indignata sul serio. A prescindere dalla discutibilità del film, non si può veramente limitare così tanto gli spettacoli. Il settimo figlio non sarà il nuovo capolavoro dell'anno, ma mi incuriosiva vederlo dato che ho letto il libro, ma vorrei ricordare che è uscito nelle sale il 19 febbraio ed è vergognoso che non ci sia ancora. Per farla breve sono partita senza averlo visto e tanti saluti. 
Una cosa buona in tutto questo c'è davvero: sono riuscita a recuperare i mesi in cui non ho letto niente, ha comprare pochissimi libri e dedicarmi soprattutto agli arretrati.
Per ora ho letto dodici libri di cui:
  • 2 classici entrambi arretrati
  • altri 7 arretrati
  • 1 rilettura
  • 2 libri comprati e letti subito
Devo dire che non sono state tutte delle belle letture, ma il libro che sto leggendo adesso mi sta facendo dimenticare qualsiasi dispiacere.




Lo so, è un post abbastanza inutile, ma ci tenevo a scriverlo comunque, a condividere qualcosa con voi. Oggi ho ricominciato con la solita routine: al mattino mi è toccata Letteratura Italiana e al pomeriggio Linguistica generale, per non parlare della capatina al supermercato, perciò non so quanto tempo mi resterà per scrivere post di sfogo o di chiacchiera come questo.
Spero che ci siano altre occasioni, ma staremo a vedere!

Ultima cosa, ma non meno importante, è che sto cercando di organizzare una certa cosuccia per voi per farmi perdonare l'anno di silenzio del blog... per ora non vi anticipo altro, non vorrei dover rimandare tutto all'ultimo facendovi le solite promesse vane. Continuate a seguirmi e scoprirete di cosa si tratterà ;)

E voi cosa mi raccontate? Come stanno andando le vostre letture? ^^


Yvaine

martedì 24 febbraio 2015

Memorie di una Dislessica #1


Folletti, oggi vi presento una rubrica tutta nuova!
Il titolo mi pare che dica già tutto: si tratta di un appuntamento leggero e divertente sulle castronerie dislessiche che spesso ogni tanto mi capita di dire.
La rubrica sarà pubblicata una volta al mese, senza una cadenza precisa, fino a esaurimento scorte ovviamente. Ma tanto sono convinta che continuerò a sfornarne senza sosta.
Tutto questo ha avuto origine quando ho visto Robin Hood, un uomo in calzamaglia, dove lo sceriffo di Rottingham fa spesso di queste gaffe, e da allora ho cominciato a farle anche io.


Il problema però è che sembra che io abbia contagiato anche gli altri. Perciò...
***Attenzione: rubrica ad alto rischio di contagio!***
Se avete coraggio continuate a leggere, ma se poi capiterà anche a voi non dite che non vi avevo avvertiti u.u



E come se non bastasse, quando ho l'ho ripescato da un foglietto, ho gridato a mia sorella:
"Milly, senti: ho fatto la crasi tra Uncetto e Cappuino!"

So di avere dei gravi problemi, lo so... ma in qualche modo bisogna pur andare avanti!
A voi capita mai qualche castroneria dislessica del genere? Fatemelo sapere con un commento qui sotto, sono curiosa!

Yvaine

domenica 22 febbraio 2015

Weekly News #1 (2015)

Buona domenica Folletti e ben ritrovati con la rubrica Weekly News! ^^
Ringrazio la mia sorellina Mirial per avermi aiutata nella ricerca e nella creazione dell'immagine qui sotto <3
Rispolveriamo un po' le regole, ché non le ricordo nemmeno io xD



Weekly News richiama il titolo del giornale "Daily News" americano (e non solo). E' una rubrica con cadenza settimanale di domenicain cui riassumerò in quattro brevi punti la mia settimana:
  • Il libro della settimana: il libro che ho trovato più interessante, che ho letto, recensito o che ho semplicemente scoperto.
  • Il personaggio della settimana: il personaggio che in questi sette giorni ho sentito vicino, che mi ha ispirato, scelto tra libri, manga, anime e quant'altro.
  • La notizia della settimana: qualcosa che mi è accaduto durante la settimana e che ritengo più importante.
  • La citazione della settimana.
  • La canzone della settimana.
Cominciamo! 

Il libro della settimana è Harry Potter e la pietra filosofale.
Da quando la mia amica ha finalmente deciso di leggere la saga della Rowling ha risvegliato in me il desiderio di rileggerli tutti. Ho rivisto i film e sarei pronta rivederli un'altra volta.
Dite che sono grave? O piuttosto è colpa di una scrittrice così dannatamente brava?




Il personaggio della settimana è Ciccio. Ultimamente sono pigra... anzi no, è che mi va di fare le cose che mi piacciono: dormire, mangiare, bere tè e tisane, scrivere, leggere e andare in libreria. Tutto il resto può aspettare (?).

Nonna Papera rappresenta la mia Coscienza >_>


La notizia della settimana è proprio speciale: un bellissimo e dolcissimo pomeriggio passato in compagnia di Mirial e delle Belle che gestiscono il blog La Bella e il Cavaliere! :)



La canzone della settimana è questa. Mi fracassa piacevolmente i timpani da un bel po' di giorni, ma io li amo <3




La citazione della settimana non può che riguardare i libri. In questo periodo mi sono dedicata molto alla lettura, come non mi capitava da un sacco di tempo!

Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.

- Virginia Woolf
E voi, cosa mi raccontate?
Yvaine

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